In una sessione caratterizzata da forte volatilità, USD1, la stablecoin lanciata nel marzo 2025 dalla World Liberty Financial (WLFI) della famiglia Trump, è scivolata sotto la soglia di 1,00 $.
Secondo il team di World Liberty Financial (WLFI), alcuni attori malevoli avrebbero tentato di manipolare i pool di liquidità che garantiscono la stabilità del prezzo di USD1. Incidenti simili si sono già verificati in passato, con aggressori intenti a drenare liquidità per innescare una spirale di vendite dettate dal panico.
Le stablecoin hanno un’unica funzione: mantenere con precisione il valore di un dollaro. Quando questo equilibrio viene meno, il panico tende a diffondersi istantaneamente. È esattamente ciò che è accaduto alla stablecoin di WLFI, USD1, che ha perso brevemente il proprio ancoraggio (peg) in quello che il team ha definito un attacco deliberato e ostile.
Il 23 febbraio 2026, il team di WLFI ha dichiarato su X: “Per chiarezza: nessun contratto intelligente o wallet di WLFI o USD1 è stato violato. L’incidente odierno ha riguardato l’accesso non autorizzato agli account X (Twitter) dei co-fondatori, non ai wallet o all’infrastruttura del protocollo. Nessun contratto intelligente è stato compromesso. Tutti i fondi di USD1 rimangono assolutamente al sicuro e interamente garantiti da riserve. La nostra infrastruttura e il nostro team hanno operato esattamente come previsto”.
A coordinated attack was launched against USD1 this morning. Attackers hacked several WLFI cofounder accounts, paid influencers to spread FUD, and opened massive $WLFI shorts to profit from the manufactured chaos.
It didn’t work.
Thanks to USD1’s sound mint-and-redeem mechanism…
— WLFI (@worldlibertyfi) February 23, 2026
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WLFI denuncia un tentativo mirato di destabilizzare USD1
Sebbene gli episodi di “depeg” (la perdita della parità con il dollaro) non siano una novità nel settore, la risposta dell’emittente è stata molto circostanziata. World Liberty Financial sostiene infatti che non si sia trattato di una naturale pressione di vendita del mercato, bensì di un tentativo coordinato per destabilizzare l’asset.
Si è osservata una resilienza simile quando Binance ha affrontato il proprio stress test, confermando che le entità centralizzate si trovano spesso a dover difendere attivamente le proprie riserve contro il panico del mercato. Il team di USD1 è intervenuto tempestivamente per stabilizzare il prezzo minimo, ma l’evento evidenzia quanto la fiducia degli investitori possa essere fragile.
Su X, ad esempio, diversi investitori hanno espresso scetticismo riguardo alle spiegazioni fornite da WLFI, dichiarandosi non del tutto convinti.
THIS IS SUS
Earlier today World Liberty Financial's USD1 stablecoin dipped to around $0.997
they claimed it was a "coordinated attack" involving hacked cofounder accounts, influencer-driven, and short sellers.
The company said USD1's mint-and-redeem mechanism and full 1:1… pic.twitter.com/NdqeKiiSZO
— hødl (@hodl_strong) February 23, 2026
Ciononostante, USD1 ha recuperato rapidamente la parità, il che suggerisce l’efficacia dei meccanismi di copertura sottostanti.
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Non è la prima controversia per la WLFI di Trump
Solo quattro giorni prima del secondo insediamento di Donald Trump nel gennaio 2025, alcuni rappresentanti legati allo sceicco di Abu Dhabi, Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, hanno siglato riservatamente un accordo per l’acquisizione del 49% di WLFI, il progetto crypto della famiglia Trump, per un valore di 500 milioni di dollari.
Il tempismo dell’operazione tra gli Emirati Arabi Uniti e WLFI è stato oggetto di critiche. L’accordo è stato infatti concluso poco prima che gli Stati Uniti approvassero la fornitura agli EAU di un’ingente allocazione annuale di chip americani avanzati per l’intelligenza artificiale, solitamente soggetti a rigidi controlli sull’esportazione. Lo sceicco Tahnoon, a capo della sicurezza nazionale degli Emirati e supervisore di importanti fondi d’investimento, ha finalizzato l’acquisto tramite Aryam Investment. Secondo i report, due dei suoi associati sono entrati nel consiglio di amministrazione di WLFI subito dopo l’investimento. La fuga di notizie su questi dettagli ha causato ritardi nell’approvazione del CLARITY ACT.
In merito alla vicenda, Trump ha dichiarato di non essere stato coinvolto direttamente nell’operazione, sebbene questa sembri essere ormai la sua risposta di rito per ogni questione controversa.
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