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“Il 2026 sarà probabilmente un anno volatile, ma la volatilità non va confusa con la stagnazione”, ha dichiarato con fermezza Stella Zlatareva, Senior Communications Manager di Nexo, commentando l’andamento del settore. In un’intervista esclusiva rilasciata a 99Bitcoins.com, Zlatareva ha spiegato che, sebbene Bitcoin e l’intero settore crypto rimangano vulnerabili alle turbolenze macroeconomiche, esistono spinte strutturali positive, come la crescente chiarezza normativa, un maggiore coinvolgimento istituzionale e un’adozione sempre più diffusa, che continuano a sostenere questa classe di asset.
Piuttosto che una semplice fase di raffreddamento, l’anno in corso sembra configurarsi come un periodo di consolidamento dei prezzi, a fronte di una continua espansione delle infrastrutture di mercato, dei detentori a lungo termine e della profondità dei prodotti finanziari.
“Se l’adozione istituzionale dovesse accelerare attraverso veicoli d’investimento regolamentati, allocazioni nei bilanci aziendali e integrazione nei portafogli, tale afflusso di capitali non si limiterebbe a trainare il prezzo, ma rimodellerebbe la struttura stessa del mercato, estendendo gli orizzonti temporali di detenzione e migliorando la liquidità. In uno scenario simile, un rinnovato slancio rialzista, con il potenziale per nuovi massimi storici, diventerebbe plausibile.”
“Tuttavia, qualora l’incertezza macroeconomica e politica dovessero rimanere i fattori dominanti, i mercati crypto potrebbero continuare a muoversi lateralmente in un range definito (range-bound). In questo contesto, Bitcoin si comporterebbe sempre di più come un asset macro, reagendo ai rendimenti reali, alle aspettative sulla liquidità e al sentiment di rischio, piuttosto che a dinamiche puramente cicliche.”
“Il segnale definitivo arriverà probabilmente dalla politica monetaria globale. Una svolta decisa della Federal Reserve statunitense verso un nuovo allentamento, o un intervento significativo della Banca del Giappone, potrebbero migliorare sensibilmente le condizioni di liquidità globale, favorendo gli asset di rischio, inclusi quelli digitali. In assenza di tali manovre, il consolidamento non andrebbe interpretato come un segnale di debolezza, bensì come un sintomo della maturazione del mercato.”
“I rendimenti sostenibili saranno guidati meno dall’eccesso di liquidità e più da una gestione del rischio disciplinata e da modelli di bilancio trasparenti.”
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Quale sarà l’impatto delle attuali tensioni geopolitiche su Bitcoin, stablecoin e criptovalute?
“La geopolitica sta rafforzando il carattere duale delle criptovalute, anziché indebolirlo.”
Nel breve termine, è probabile che Bitcoin mantenga una forte volatilità, reagendo in modo repentino ai cambiamenti del sentiment di rischio e delle condizioni di liquidità innescati dagli scenari geopolitici.
“Sempre più spesso, però, Bitcoin funge da barometro macroeconomico in tempo reale, scontando rapidamente le aspettative su allentamento monetario, espansione fiscale o stress sistemici. In quest’ottica, la volatilità riflette una crescente integrazione nel sistema finanziario globale, non una sua fragilità.”
“Su orizzonti temporali più lunghi, la persistente incertezza politica, le crescenti pressioni fiscali e l’instabilità valutaria continuano a rafforzare le motivazioni a favore degli asset digitali non sovrani. Per quanto riguarda le stablecoin, la frammentazione geopolitica sta spingendo sia la domanda di strumenti efficienti per i regolamenti transfrontalieri, sia un controllo più rigoroso sulla qualità delle riserve. Questa dinamica attribuisce un valore crescente alla fiducia, alla trasparenza e alla conformità normativa.”
“Più in generale, il mercato crypto sta entrando in una nuova fase di maturazione. I periodi di volatilità tendono ad accelerare la differenziazione, premiando gli asset e le piattaforme integrati in ecosistemi robusti, dotati di un’utilità chiara e operanti entro framework regolamentari in evoluzione. Col tempo, questo processo rafforza le fondamenta del mercato e sostiene una crescita più solida e duratura.”
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Informazioni su Nexo e sulla sua partnership con la scuderia di F1 Audi Revolut
Le normative di regolamentazione del settore, come il GENIUS Act, rafforzano gli standard sulla trasparenza e sulla qualità delle riserve. Per questo motivo, consideriamo la fiducia e la sostenibilità i motori principali della crescita a lungo termine. Tale chiarezza regolamentare sostiene, in definitiva, le piattaforme pensate per utenti con una visione di lungo periodo, rispetto a quelle dipendenti da condizioni di mercato transitorie.
“In qualità di Official Digital Asset Partner esclusivo del team di F1 Audi Revolut, Nexo supera la logica del semplice branding per offrire un’utilità tecnica a una fanbase globale di 827 milioni di persone.”
“Questa partnership si fonda sulla solidità dell’infrastruttura istituzionale di Nexo, che attualmente gestisce un patrimonio di asset da 11 miliardi di dollari e ha processato oltre 371 miliardi di dollari in volumi di transazione e linee di credito garantite. Stiamo sfruttando questa scalabilità consolidata per accorciare le distanze tra il mondo della ricchezza digitale e l’ecosistema d’élite del motorsport.”
“La nostra strategia si focalizza su tre ambiti d’integrazione fondamentali: soluzioni di liquidità, esecuzione di precisione e sicurezza di livello istituzionale. Partecipando al progetto Audi F1 come partner fondatore fin dal primo giorno, garantiamo che gli asset digitali siano parte integrante dell’architettura tecnica della scuderia, e non un semplice logo sulla livrea delle monoposto. Non vediamo l’ora di svelare le iniziative speciali e le esperienze digital-first che abbiamo in serbo, mentre ci stiamo avvicinando alla gara inaugurale di Melbourne, prevista per il mese di marzo.”
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Bitcoin verso i 180.000 $: la visione di Bitget sulla resilienza del mercato dopo il reset istituzionale
In linea con l’analisi dei fondamentali di Nexo, anche Ignacio Aguirre, CMO di Bitget, ha condiviso una visione ottimistica ma pragmatica, sottolineando come la recente pulizia del mercato sia un trampolino di lancio per nuovi massimi storici.
Ecco il suo commento esclusivo sulle dinamiche attuali e sulle prospettive per il 2026:
“Riteniamo che il recente ribasso delle criptovalute sia stato guidato in gran parte dai deflussi degli ETF, che hanno ridotto le principali fonti di liquidità istituzionale, insieme a importanti liquidazioni da parte delle ‘whale’ che hanno innescato vendite a cascata e un più ampio deleveraging sui mercati. Queste dinamiche hanno contribuito a eliminare l’eccessiva speculazione, creando una base più sana per una crescita futura sostenibile, piuttosto che segnalare un fallimento strutturale.
Guardando al 2026, vediamo il settore crypto pronto per una performance robusta, sostenuta da una crescente adozione e da una continua innovazione tecnologica che ne migliora l’utilità, la scalabilità e l’integrazione istituzionale. In scenari in cui i flussi degli ETF si stabilizzeranno e le condizioni macroeconomiche miglioreranno, Bitcoin ha la possibilità di raggiungere un range tra $150.000 e $180.000 quest’anno, sostenuto da nuovi afflussi e da una più profonda liquidità guidata dalle stablecoin. Allo stesso modo, la leadership tecnologica di Ethereum, inclusi i continui progressi nel ridimensionamento dei Layer-2 e l’espansione dell’attività DeFi, sostiene una previsione di $5.000–$6.000, spinta da una maggiore partecipazione della finanza tradizionale in cerca di esposizione ad asset on-chain produttivi.
Gli sviluppi normativi, come il recente Clarity Bill e l’avanzamento della legislazione sulla struttura del mercato, avranno un impatto positivo sui mercati crypto fornendo quadri di conformità più chiari. Ciò ridurrà l’incertezza e renderà questi asset più attraenti per le istituzioni e i fondi tradizionali. Man mano che il capitale istituzionale troverà punti di ingresso più agevoli e l’allineamento normativo globale migliorerà, la stabilità complessiva del mercato e l’innovazione ne usciranno rafforzate.
In sintesi, sebbene la recente correzione abbia messo alla prova il sentiment degli investitori, essa evidenzia anche la resilienza e la maturazione dell’ecosistema crypto, posizionando i principali asset digitali per un significativo rialzo nel 2026, grazie alla convergenza di liquidità, utilità e chiarezza normativa.”
Una convergenza verso la maturità del mercato
Le analisi di Nexo e Bitget delineano un quadro coerente: il mercato cripto non è in crisi, ma in una fase di profonda trasformazione. La recente volatilità, per quanto dolorosa nel breve termine, ha agito come un meccanismo di pulizia necessario, eliminando la leva finanziaria eccessiva e le posizioni speculative più fragili.
Mentre le turbolenze macroeconomiche rimangono uno sfondo inevitabile, i driver strutturali — dall’efficienza tecnologica di Ethereum alla stabilità normativa promessa da leggi come il Clarity Bill — suggeriscono che il 2026 possa essere l’anno della vera consacrazione istituzionale. Con Bitcoin che punta a traguardi ambiziosi oltre i 150.000 $ ed Ethereum che consolida la sua leadership tecnica, la resilienza dimostrata dall’ecosistema è il segnale più forte che il mercato “Toro” non è affatto finito, ma ha semplicemente costruito basi più solide e trasparenti per la sua prossima scalata.
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