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Le criptovalute rappresentano una realtà finanziaria in continua evoluzione nel nostro Paese, con la loro gestione fiscale in Italia è diventata sempre più strutturata grazie alle normative recenti. La dichiarazione delle cripto-attività è obbligatoria per garantire trasparenza e conformità fiscale, e il 2025/26 porta con sé alcune novità significative.
La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) ha introdotto modifiche significative, come l’eliminazione della soglia di esenzione di 2.000 euro dal 1° gennaio 2025 e l’aumento dell’aliquota al 33% dal 2026, creando dibattito tra investitori per l’impatto sui piccoli risparmiatori.
Questa guida dettagliata, aggiornata alle ultime disposizioni, spiega come dichiarare le criptovalute al Fisco italiano, con particolare attenzione alla tassazione per il 2025, alla compilazione del Modello 730 e del riquadro RW del Modello Redditi PF. Attraverso esempi pratici e riferimenti normativi, il lettore potrà orientarsi con chiarezza in un contesto complesso.
La normativa italiana sulle criptovalute: un quadro in evoluzione
Negli ultimi anni, anche nel nostro Paese, il numero degli investitori in criptovalute è decisamente aumentato. In Italia, la Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, art. 1, commi 126-147) ha introdotto una definizione chiara di “cripto-attività”, includendo non solo le criptovalute (come Bitcoin o Ethereum) ma anche token, NFT e altre rappresentazioni digitali di valore basate su tecnologia blockchain. Questo ha permesso di superare l’incertezza normativa precedente, che assimilava le criptovalute alle valute estere (Circolare Agenzia delle Entrate n. 72/E/2016).
Obblighi fiscali principali
I possessori di criptovalute devono rispettare due obblighi principali:
- Monitoraggio fiscale: dichiarare il possesso di cripto-attività, indipendentemente dal loro valore, per scopi di trasparenza e antiriciclaggio.
- Tassazione delle plusvalenze: versare un’imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate, quando applicabile.
Nel 2025, le regole si sono ulteriormente affinate, con l’introduzione di semplificazioni per chi utilizza il Modello 730 e cambiamenti nelle aliquote fiscale.
Tassazione delle criptovalute nel 2026: cosa cambia
Andiamo a vedere quale è lo stato dell’arte al momento.
Imposta sulle plusvalenze
Le plusvalenze derivanti dalla cessione o scambio di criptovalute (es. vendita per euro o stablecoin) sono considerate “redditi diversi” ai sensi dell’art. 67 del TUIR. Fino al 31 dicembre 2024, esiste una franchigia di 2.000 euro: le plusvalenze inferiori a questa soglia non sono tassabili. Dal 1° gennaio 2025, però, questa esenzione è stata abolita, rendendo tassabile ogni plusvalenza, indipendentemente dall’importo.
L’aliquota dell’imposta sostitutiva è attualmente del 26%, ma la bozza della Legge di Bilancio 2025 prevede un aumento al 33% a partire dal 1° gennaio 2026. Per il 2025, quindi, si applica ancora il 26%.
Marco vende 1 Bitcoin acquistato a 20.000 euro per 30.000 euro nel 2024, realizzando una plusvalenza di 10.000 euro. Poiché supera i 2.000 euro, paga il 26% su 8.000 euro (10.000 – 2.000), ossia 2.080 euro. Nel 2025, senza franchigia, pagherebbe il 26% sull’intero importo, ossia 2.600 euro.
Imposta sul valore delle cripto-attività (IVACA)
L’IVACA, introdotta nel 2023, è un’imposta patrimoniale dello 0,2% (2 per mille) sul valore delle criptovalute detenute al 31 dicembre di ogni anno, calcolata in proporzione ai giorni di possesso. È dovuta solo se supera i 12 euro e se l’intermediario (es. exchange) non ha già applicato l’imposta di bollo.
Laura possiede 0,5 Bitcoin, valutati 25.000 euro al 31/12/2024, per 365 giorni. L’IVACA è 25.000 x 0,002 = 50 euro, da versare poiché superiore a 12 euro.
Opzione di rivalutazione
Per mitigare l’impatto dell’aumento dell’aliquota al 33% nel 2026, è possibile rivalutare il valore fiscale delle criptovalute al 1° gennaio 2025, pagando un’imposta sostitutiva del 18% sul valore di mercato. Questo consente di ridurre le future plusvalenze tassabili. La scadenza per il pagamento è il 30 novembre 2025, con opzione di rateizzazione in tre anni (interessi del 3% sulle rate successive).
Come dichiarare le criptovalute nel Modello 730
Andiamo a vedere nel dettaglio come fare per dichiarazione le crypto nel 2026.
Introduzione del Quadro W e T
Il Modello 730/2025 ha semplificato la dichiarazione delle criptovalute per i contribuenti senza partita IVA. Fino al 2023, chi utilizzava il 730 doveva integrare la dichiarazione con il Modello Redditi PF per i quadri RW e RT. Ora, il Quadro W (monitoraggio fiscale e IVACA) e il Quadro T (plusvalenze) permettono di gestire tutto direttamente nel 730.
Compilazione del Quadro W
Il Quadro W è dedicato al monitoraggio fiscale e al calcolo dell’IVACA. Va compilato per ogni cripto-attività detenuta, anche se custodita su wallet privati o exchange esteri. I campi principali includono:
- Colonna 1 (Codice titolo possesso): inserire “1” per proprietà.
- Colonna 2 (Tipo contribuente): codice “2” se titolare effettivo.
- Colonna 3 (Codice individuazione bene): codice “21” per cripto-attività.
- Colonna 10 (Giorni IVACA): indicare i giorni di detenzione se l’imposta è dovuta.
- Colonna 16 (Solo monitoraggio): barrare se l’IVACA è già stata versata dall’intermediario.
Esempio di compilazione del Quadro W
| Campo | Dettaglio | Esempio (1 BTC su exchange estero) |
| 1 | Codice possesso (1 = proprietà) | 1 |
| 2 | Tipo contribuente (2 = titolare) | 2 |
| 3 | Codice ind. bene (21 = cripto-attività) | 21 |
| 7 | Valore iniziale | 30.000 euro (1/1/2024) |
| 8 | Valore finale | 40.000 euro (31/12/2024) |
| 10 | Giorni possesso (se IVACA dovuta) | 365 |
| 16 | Solo monitoraggio (se bollo) | Non barrato (nessun bollo) |
Giovanni detiene 2 Ethereum su un exchange estero per tutto il 2024. Compila il rigo W1, inserendo codice “21”, il valore in euro al 31/12/2024 (es. 5.000 euro), e 365 giorni in colonna 10. Calcola l’IVACA (5.000 x 0,002 = 10 euro), ma non la versa perché inferiore a 12 euro.
Compilazione del Quadro T
Il Quadro T è usato per dichiarare le plusvalenze. La Sezione II-B è specifica per le cripto-attività. Bisogna indicare:
- Prezzo di vendita e costo di acquisto per calcolare la plusvalenza.
- Eventuali minusvalenze compensabili.
- L’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza netta.
Anna vende 0,2 Bitcoin per 6.000 euro, acquistati a 4.000 euro. La plusvalenza di 2.000 euro è esente nel 2024 (franchigia). Nel 2026, dovrebbe dichiararla nel Quadro T, pagando 2.000 x 0,26 = 520 euro.
Scadenze
Il Modello 730 va presentato entro il 30 settembre 2025. Le imposte (plusvalenze e IVACA) vanno versate entro il 30 giugno 2025 tramite modello F24, usando i codici tributo 1715/1716 (plusvalenze) e 1717 (IVACA
Come compilare il riquadro RW del Modello Redditi PF
Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può usare il 730 (es. titolari di partita IVA) o per situazioni complesse, come redditi esteri non inclusi nel 730. Il Quadro RW è dedicato al monitoraggio fiscale e all’IVACA, mentre il Quadro RT riporta le plusvalenze.
Compilazione del Quadro RW
Il Quadro RW richiede un rigo per ogni cripto-attività. I campi principali sono:
- Colonna 1 (Codice titolo): “1” per proprietà.
- Colonna 3 (Codice bene): “21” per cripto-attività.
- Colonna 8 (Valore iniziale): valore al 1° gennaio o all’acquisto.
- Colonna 9 (Valore finale): valore al 31/12/2024.
- Colonna 16 (Solo monitoraggio): barrare se l’IVACA non è dovuta.
Luca detiene 10.000 USDT su un wallet privato. Nel rigo RW1, indica codice “21”, valore iniziale di 10.000 euro, valore finale di 10.000 euro, e 365 giorni di detenzione. L’IVACA è 10.000 x 0,002 = 20 euro, da versare.
Compilazione del Quadro RT
Il Quadro RT, Sezione II-B, riporta le plusvalenze. Bisogna indicare il costo di acquisto, il prezzo di vendita e calcolare l’imposta del 26%. Le minusvalenze possono essere compensate entro cinque anni.
Sofia vende 3 Ethereum per 9.000 euro, acquistati a 6.000 euro. La plusvalenza di 3.000 euro è tassata nel 2024 per 1.000 euro (3.000 – 2.000) x 0,26 = 260 euro. Nel 2025, l’intera plusvalenza sarà tassata: 3.000 x 0,26 = 780 euro.
Scadenze
Il Modello Redditi PF va presentato entro il 31 ottobre 2025. Le imposte seguono la stessa scadenza del 30 giugno 2025.
Consigli pratici per evitare errori
- Documentazione: Conserva estratti conto, report di exchange e ricevute di transazioni. Senza prova del costo di acquisto, l’Agenzia potrebbe considerarlo zero, tassando l’intero importo.
- Software fiscali: Piattaforme come CryptoBooks o Young Platform generano report precompilati per semplificare la dichiarazione.
- Consulenza: Per portafogli complessi, un commercialista specializzato può evitare errori e ottimizzare la fiscalità.
Conclusioni
Abbiamo visto in questa guida come affrontare la dichiarazione delle criptovalute in Italia nel 2026. Con una gestione attenta e il supporto di strumenti adeguati, i contribuenti possono rispettare gli obblighi fiscali senza incorrere in errori o sanzioni.
FAQs
Quando devo pagare le tasse sulle criptovalute in Italia?
Le imposte sulle plusvalenze e l’IVACA vanno versate entro il 30 giugno dell’anno successivo al periodo d’imposta (es. 30/06/2025 per il 2024). Gli acconti per l’anno successivo possono essere richiesti entro il 30 novembre.
Come devo dichiarare le cripto-attività nel 2026?
Devi dichiarare il possesso nel Quadro W (Modello 730) o RW (Modello Redditi PF) per il monitoraggio fiscale e l’IVACA. Le plusvalenze vanno indicate nel Quadro T (730) o RT (Redditi PF).
Dove devo dichiarare le criptovalute nella dichiarazione dei redditi?
Nel Modello 730, usa il Quadro W per il possesso e il Quadro T per le plusvalenze. Nel Modello Redditi PF, usa il Quadro RW per il possesso e il Quadro RT per le plusvalenze.
Devo dichiarare le criptovalute se non le vendo?
Sì, il possesso va dichiarato nel Quadro W o RW per il monitoraggio fiscale, anche senza vendite. L’IVACA è dovuta solo se supera i 12 euro e non è stata versata dall’intermediario.
Cosa succede se non dichiaro le criptovalute?
La mancata dichiarazione può comportare sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il monitoraggio fiscale, più interessi e sanzioni per omesso versamento delle imposte dovute.
Riferimenti
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