Nel settore degli ETF di Morgan Stanley, il gestore patrimoniale ha depositato presso la SEC, in data 18 giugno 2026, le dichiarazioni di registrazione S-1 emendate per gli ETF spot su Ethereum e Solana. Entrambi i prodotti presentano una commissione annuale dello 0,14%, posizionandosi al di sotto di ogni concorrente statunitense esistente in entrambe le categorie. I documenti introducono inoltre clausole relative allo staking, trasformando questi fondi in strumenti generatori di rendimento piuttosto che in semplici veicoli di tracciamento passivo.

La tensione centrale che emerge da questo deposito è che la pressione sulle commissioni, che ha già rimodellato il mercato degli ETF Bitcoin, sta ora colpendo simultaneamente ETH e SOL. Emittenti storici come Grayscale e Franklin Templeton si trovano costretti a tagliare i costi o a essere tagliati fuori dal mercato a causa del prezzo.

Questa notizia è arrivata mentre Bitcoin registrava un rialzo dell’1,5% nella giornata, in seguito alla notizia dell’acquisto di MicroStrategy per 35 milioni di dollari, scatenando una reazione positiva del mercato.

Cosa ha depositato Morgan Stanley e come funziona il calcolo delle fee

I due prodotti — il Morgan Stanley Ethereum Trust (ticker proposto: MSSE) e il Morgan Stanley Solana Trust (ticker proposto: MSOL) — sono strutturati come grantor trust che detengono direttamente ETH e SOL spot.

La commissione dello 0,14% è calcolata sul valore patrimoniale netto (NAV), matura quotidianamente e viene pagata mensilmente dagli asset del trust, secondo quanto riportato nel documento emendato della SEC. Gli investitori vedranno la commissione riflessa nelle performance di tracciamento del fondo, piuttosto che come un addebito separato.

Questa struttura rispecchia quella dell’ETF spot su Bitcoin di Morgan Stanley (MSBT), lanciato con la stessa aliquota dello 0,14%, definendo una strategia di prezzo coerente su tutta la piattaforma per i tre asset principali.

La banca aveva inizialmente presentato domanda per questi prodotti nel gennaio 2026; gli emendamenti di giugno rappresentano almeno un secondo round di revisioni mentre si lavora con la SEC sui meccanismi di staking e sulla struttura delle commissioni.

Clausole di staking: quando gli ETF vanno oltre la semplice esposizione spot

Lo staking è il meccanismo che distingue questi depositi dai classici ETF spot. Quando una blockchain come Ethereum o Solana utilizza il consenso proof-of-stake — il sistema in cui i validatori bloccano i token per confermare le transazioni e proteggere la rete — i detentori di token possono ottenere un rendimento sulle proprie disponibilità in cambio del servizio reso.

I documenti di Morgan Stanley prevedono che il 95% di tali premi di staking sia destinato agli azionisti del fondo, mentre il restante 5% sia allocato a fornitori di infrastrutture selezionati: Figment Inc, Galaxy Blockchain Infrastructure LLC e Coinbase Canada Inc.

Questa configurazione fornisce efficacemente a entrambi gli ETF un’esposizione spot con rendimento potenziato, un fattore particolarmente significativo per Solana, dove i rendimenti nativi dello staking on-chain sono sensibilmente superiori a quelli di Ethereum.

Un’analisi di CoinMarketCap Academy ha sottolineato che Morgan Stanley sta “costringendo i concorrenti a tagliare i costi o a migliorare il proprio valore aggiunto”, in particolare per quanto riguarda i servizi di staking e liquidità.

Confronto delle commissioni: il posizionamento di Morgan Stanley rispetto ai rivali

Con 14 punti base (un punto base equivale allo 0,01%), Morgan Stanley batte ogni prodotto spot su ETH e SOL attualmente esistente negli Stati Uniti. Il Mini Ethereum Trust di Grayscale, nato proprio come risposta alla pressione sulle fee nella categoria Ethereum, applica una commissione dello 0,15%. L’ETF su Solana di Franklin Templeton si attesta allo 0,19%, il che significa che Morgan Stanley offre un prezzo inferiore di ben cinque punti base.

Questi numeri potrebbero sembrare minimi se presi singolarmente. Tuttavia, su larga scala e tra gli allocatori istituzionali che operano con rigidi tetti alle commissioni o mandati pensionistici, anche la differenza di un singolo punto base può influenzare materialmente i rendimenti netti e determinare quale fondo attirerà i nuovi flussi di capitale.

È esattamente la dinamica osservata nella guerra delle commissioni degli ETF Bitcoin dopo il lancio dei prodotti spot nel gennaio 2024, con gli emittenti TradFi impegnati in una corsa al ribasso per conquistare asset in gestione (AUM). Ora, quella stessa battaglia ha aperto un secondo fronte.

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Matteo Solenghi
Matteo Solenghi

Matteo Solenghi è un divulgatore esperto del mondo delle criptovalute ed è attivo nel settore dal 2017. Come investitore e appassionato, si è unito alle fila di 99Bitcoins per condividere le sue conoscenze con l'intera comunità. Matteo analizza quotidianamente le... Leggi di più

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