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In seguito al recente annuncio del divieto totale sulle criptovalute, un alto funzionario della sicurezza cinese ha avvertito che alcune aziende straniere starebbero utilizzando schemi cripto poco trasparenti per raccogliere dati biometrici, inclusi dati sensibili come la scansione dell’iride. Secondo il ministro, questa pratica rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale e una grave violazione della privacy personale.
Stando a quanto riportato da Global Times il 6 agosto 2025, il ministero cinese ha evidenziato preoccupazioni sempre più forti sull’uso della tecnologia biometrica, citando casi recenti in cui agenzie di intelligence straniere avrebbero illegalmente raccolto dati facciali da cittadini cinesi a fini di spionaggio.
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— Coin Headlines (@coinheadline) August 6, 2025
Pur senza menzionare direttamente alcuna azienda, la metodologia descritta dalle autorità ricorda da vicino quella adottata da Worldcoin, il progetto cripto co-fondato da Sam Altman, CEO di OpenAI.
Cina, cresce l’allerta sui rischi legati ai dati biometrici: “Schemi cripto usati per esportare scansioni dell’iride”
Per chi non lo sapesse, World – precedentemente noto come Worldcoin – offre token in cambio della scansione dell’iride degli utenti. I fondatori hanno lanciato il progetto con l’obiettivo di usare tecnologie biometriche per verificare l’unicità delle identità e ampliare l’accesso ai servizi finanziari digitali, soprattutto nelle aree meno servite del pianeta.
Tuttavia, secondo quanto denunciato dal Ministero della Sicurezza cinese, una società estera senza nome avrebbe sfruttato la distribuzione di token cripto per raccogliere enormi quantità di dati biometrici a livello globale. Le scansioni dell’iride, una volta ottenute, sarebbero poi state trasferite all’estero.
Ufficiali cinesi denunciano i crescenti rischi di fughe di dati biometrici
Come riportato dal quotidiano Global Times, le tecnologie di identificazione biometrica, note per la loro rapidità e precisione, si sono diffuse su larga scala negli ultimi anni. Ma, avvertono i funzionari, se da un lato queste soluzioni offrono comodità, dall’altro archiviano e processano dati estremamente sensibili come tratti del volto, impronte digitali, iridi e, in alcuni casi, perfino movimenti corporei.
Con l’aumento dell’adozione di questi strumenti, cresce di pari passo anche il rischio di violazioni dei dati.
Per rafforzare l’allarme, le autorità hanno citato episodi in cui agenti stranieri hanno manipolato dati biometrici per accedere a informazioni riservate o introdursi in strutture ad alta sicurezza. Tra i casi evidenziati, anche un sistema di pagamento basato su impronte digitali collegato a un database aziendale, che ha subito numerose violazioni a causa di protocolli di sicurezza inadeguati, con conseguente esposizione di dati sensibili.
Il ministero ha sottolineato in particolare la delicatezza delle scansioni dell’iride, definite “estremamente sensibili” per via della loro stabilità e unicità, qualità che le rendono strumenti ideali per l’autenticazione in ambienti ad alta sicurezza, ma allo stesso tempo bersagli ambiti per i cybercriminali.
Autorità cinesi ai cittadini: “Attenzione massima nella gestione dei propri dati biometrici”
Alla luce della crescente diffusione delle tecnologie biometriche in settori chiave come finanza, sanità e immigrazione, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese ha pubblicato un avviso alla popolazione, invitando i cittadini alla massima prudenza.
Nel documento, il ministero consiglia di riflettere con attenzione prima di fornire i propri dati biometrici – in particolare scansioni del volto, impronte digitali e iride – e di pretendere trasparenza da parte di chi raccoglie tali informazioni. I cittadini sono inoltre incoraggiati a leggere con attenzione le politiche sulla privacy e a diffidare di pratiche invasive o poco chiare nella raccolta dei dati.
Ad oggi, tuttavia, non sono ancora state introdotte nuove misure normative in materia.
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