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Bitcoin è scivolato sotto i 76.000 $ durante il fine settimana, rompendo il prezzo medio di carico (cost basis) dell’enorme riserva di MicroStrategy (Strategy). Il movimento ha cancellato circa 3.000 $ di valore in pochi minuti, mentre le vendite forzate travolgevano i bassi volumi di scambio tipici del weekend. Questo crollo colpisce un mercato già teso a causa del rallentamento della domanda per gli ETF e dell’aumento della leva finanziaria. Dopo settimane di volatilità ininterrotta, le notizie provenienti da Washington riguardo al nuovo presidente della FED, Kevin Warsh, non sono riuscite a fermare l’emorragia di Bitcoin, lasciando i trader a chiedersi il perché di questo crollo. Il prezzo di BTC è letteralmente colato a picco verso la regione dei 74.000 $, trascinando con sé l’intero comparto delle altcoin, mentre i mercati macro passano repentinamente dall’euforia (greed) a una pura modalità sopravvivenza. Il token SOL di Solana è scivolato a 101 $, il suo livello più basso da aprile 2025, a causa di un’ondata di vendite generalizzata che ha travolto il settore crypto, i titoli tecnologici e persino l’oro. Il prezzo di SOL/USD ha ceduto dopo che Bitcoin ha perso la soglia degli 80.000 $, scatenando il panico tra gli investitori e la fuga dagli asset più speculativi. Una società d’investimento sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti (EAU) avrebbe acquisito una partecipazione del 49% nella startup crypto legata a Trump, World Liberty Financial, per un valore di 500 milioni di dollari. L’operazione si sarebbe conclusa nel gennaio 2025, proprio alla vigilia del ritorno di Trump alla Casa Bianca.Bitcoin crolla sotto i 76.000 $: liquidate posizioni per 2 miliardi di dollari
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I prezzi delle criptovalute oggi sono sotto pressione mentre Bitcoin e le principali altcoin estendono le perdite, tra liquidazioni forzate e scarsa liquidità.
Sintesi della situazione
- Il mercato crypto ha aperto la settimana del 2 febbraio 2026 sotto forte pressione, con Bitcoin che è scivolato sotto i 75.000 $ (toccando minimi di periodo a 74.500 $).
- La scarsa liquidità e l’elevata leva finanziaria hanno amplificato le oscillazioni di prezzo in un mercato già volatile.
- Le condizioni rimangono instabili nel breve termine, con gli analisti che mantengono una visione da ribassista a neutrale.
- La capitalizzazione totale del mercato è scesa del 2,8% a circa 2,6 trilioni di dollari. Al momento della scrittura, Bitcoin scambia a 75.501 $ (-5,2% nelle ultime 24 ore).
La capitalizzazione totale del mercato cripto è scesa del 2,8%, attestandosi a circa 2,6 trilioni di dollari. Al momento della pubblicazione, Bitcoin viene scambiato a 75.501 $, con un calo del 5,2% nelle ultime 24 ore. Le perdite sono state ancora più pesanti per le altcoin: XRP è sceso del 4,5% a 1,59 $, Chainlink è scivolato del 5,5% a 9,48 $ e Monero ha subito un crollo del 12%, scendendo a 405 $.
L’attività di trading si è intensificata con il calo dei prezzi. Secondo i dati di CoinGlass, le liquidazioni nelle ultime 24 ore sono aumentate del 79%, raggiungendo i 520 milioni di dollari (alcune fonti riportano punte fino a 800 milioni a causa della volatilità nel weekend), mentre l’Open Interest è salito del 4% a 108 miliardi di dollari. Questo indica che i trader continuano a utilizzare la leva finanziaria nonostante il peggioramento delle condizioni, rendendo molte posizioni vulnerabili a ulteriori ribassi.
Bitcoin rompe il supporto dei 75.000 $: liquidazioni record e crisi di liquidità scuotono il mercato
Al 2 febbraio 2026, Bitcoin sta affrontando una giornata di forte turbolenza, scambiando a 75.501 $ con una flessione del 5,2% nelle ultime 24 ore.
Dopo aver perso il supporto psicologico dei 77.000 $, la criptovaluta regina sta risentendo di una crisi di liquidità che ha innescato una cascata di liquidazioni forzate per oltre 520 milioni di dollari.
Nonostante il calo, il mercato non sembra ancora in “panico totale” da capitolazione: i dati di CryptoQuant indicano che gran parte della pressione di vendita deriva da prese di profitto di breve termine e da un rallentamento degli afflussi negli ETF spot, che a fine gennaio hanno registrato un deflusso netto di circa 19.000 BTC.
Con il sentiment crollato a quota 14 (Extreme Fear) e l’attesa per i dati sull’occupazione USA, il mercato guarda ora con il fiato sospeso al supporto critico dei 74.000 $, la cui tenuta determinerà se febbraio confermerà la sua storica stagionalità positiva o se la correzione si farà più profonda.
Il sentiment del mercato rimane estremamente precario:Sentiment e Momentum (2 Febbraio 2026)
La crisi di liquidità e la leva finanziaria alimentano il crollo
In un post pubblicato il 31 gennaio su X, gli analisti di The Kobeissi Letter hanno affermato che l’ultimo sell-off è stato guidato principalmente dalla struttura del mercato piuttosto che da notizie specifiche.
“Perché Bitcoin è sceso sotto i 79.000 $? È interamente una questione di liquidità”,
– ha scritto la società.
Il rapporto evidenzia tre ondate principali di liquidazione, per un totale di circa 1,3 miliardi di dollari in sole 12 ore. In un mercato in cui la profondità degli ordini è stata incostante, l’elevato uso della leva finanziaria ha portato a bruschi gap di prezzo (vuoti improvvisi tra domanda e offerta) man mano che le posizioni venivano chiuse forzatamente e rapidamente.
Why is crypto crashing today? Here's exactly why:
Crypto's downturn is being blamed on just about every possible thing, ranging from Iran to the Fed.
However, the answer to this question is actually quite simple when you look at the flow data.
Why is Bitcoin below $79,000?… pic.twitter.com/HLvWCiIRyw
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) January 31, 2026
La società ha anche sottolineato la rapidità con cui il sentiment dei trader stia cambiando: improvvise ondate di ottimismo lasciano spazio a una paura fulminea, rendendo i movimenti dei prezzi più bruschi e imprevedibili del solito.
La pressione arriva anche dall’esterno del mondo crypto. I segnali “hawkish” (aggressivi) della Federal Reserve e un dollaro americano più forte hanno smorzato l’appetito per il rischio. Recentemente, Bitcoin si è comportato più come un titolo tecnologico ad alto rischio che come un tradizionale bene rifugio.
Le preoccupazioni geopolitiche, comprese le tensioni nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran, hanno aggiunto un ulteriore livello di cautela. Nel frattempo, l’incertezza sulla regolamentazione crypto negli Stati Uniti continua a pesare sulla fiducia, con le leggi chiave sulla struttura del mercato e sulle stablecoin ancora bloccate in un limbo legislativo.
Leggi anche: Le condizioni di breve termine rimangono fragili, mentre i trader si preparano a un’ulteriore volatilità in vista dei principali dati macroeconomici statunitensi previsti per la fine del mese, tra cui i Non-Farm Payrolls e i dati sull’inflazione. Bitcoin è scivolato al di sotto di diversi livelli di supporto a medio termine, spingendo alcuni analisti ad affermare che il mercato potrebbe stare entrando in una fase ribassista (bearish). Un numero crescente di analisti prevede ulteriori ribassi. Alcuni sottolineano condizioni di “stretching” al di sotto delle Bande di Bollinger inferiori e l’indebolimento degli indicatori a lungo termine, avvertendo di possibili test verso la metà dei 70.000 $ o meno se le vendite dovessero continuare. Analisti di società come CryptoQuant e diversi trader indipendenti sostengono che la capitolazione potrebbe non essere ancora completa. Altri vedono spazio per un rimbalzo. Le condizioni di ipervenduto ricordano setup passati che hanno preceduto recuperi a breve termine; inoltre, febbraio è storicamente un mese positivo per Bitcoin. Alcuni esperti sostengono che un ritorno sopra gli 80.000 $ potrebbe aprire la porta a una ripresa più ampia, a patto che i deflussi dagli ETF rallentino e le condizioni macro si stabilizzino. XWIN Research Japan, collaboratore di CryptoQuant, ha dichiarato che il mercato sembra trovarsi in una correzione moderata e laterale (range-bound) piuttosto che all’inizio di un vero e proprio mercato orso. Il loro indicatore Apparent Demand ha mostrato un deflusso netto di circa 19.000 BTC a fine gennaio, segnalando una domanda debole e una crescente pressione dell’offerta. Tuttavia, la società ha aggiunto che le condizioni sono ancora molto meno gravi rispetto ai passati mercati ribassisti. La maggior parte delle vendite sembra essere guidata da prese di profitto piuttosto che dal panico. Sebbene gli afflussi negli ETF spot siano rallentati e gli acquisti da parte dei grandi detentori aziendali si siano raffreddati, non ci sono ancora chiari segni di capitolazione diffusa tra i detentori a lungo termine (long-term holders).
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