Pochi personaggi nella finanza digitale hanno suscitato tante controversie quanto Changpeng Zhao (CZ), il fondatore di Binance e uno dei nomi più influenti nella storia delle criptovalute. Un tempo acclamato come un visionario per aver costruito il più grande exchange di crypto al mondo, la sua caduta in disgrazia sotto l’amministrazione Biden lo ha trasformato in un simbolo dell’ostilità crescente di Washington verso il mondo delle criptovalute.

La saga di Changpeng Zhao, dai suoi problemi legali del 2023 fino alla grazia presidenziale del 2025, rappresenta oggi lo scontro tra la finanza decentralizzata e la regolamentazione democratica.

Perché i Democratici si sono rivoltati contro CZ, il gigante delle crypto?

La frattura tra CZ e l’establishment democratico iniziò nel novembre 2023, quando il Dipartimento di Giustizia (DOJ) dell’amministrazione Biden presentò pesanti accuse contro Binance e il suo fondatore.

Il DOJ accusò la piattaforma di aver violato il Bank Secrecy Act, sostenendo che Binance avesse controlli insufficienti contro il riciclaggio di denaro e che avesse consentito a entità sanzionate (come Iran e Siria) di operare sul proprio exchange.

Sotto pressione, CZ si dichiarò colpevole di carenze nella conformità, non di riciclaggio di denaro, accettando un accordo da 4,3 miliardi di dollari e le proprie dimissioni da CEO di Binance.

Fu condannato a quattro mesi di prigione nell’aprile 2024, che scontò completamente, uscendo libero nel settembre dello stesso anno. Ma anche dopo il rilascio, le ferite rimasero aperte. CZ ribadì più volte di essere stato assolto dall’accusa di riciclaggio di denaro, definendo il caso “un messaggio politico contro le crypto”.

In una serie di post su X (ex Twitter), CZ accusò i regolatori democratici di aver “strumentalizzato il Dipartimento di Giustizia contro le criptovalute”, sostenendo che la sua persecuzione fosse un riflesso dell’atteggiamento anti-crypto del partito sotto la guida di Biden.

La tensione aumentò ulteriormente quando, nel 2025, la senatrice democratica Elizabeth Warren lo accusò pubblicamente di “aver ammesso reati di riciclaggio di denaro”. CZ replicò duramente: “Non c’erano accuse di riciclaggio di denaro”, minacciando di citarla in giudizio per diffamazione. Il team legale di Warren rispose sostenendo che la sua dichiarazione fosse “accurata e protetta dalla libertà di parola”.

Tuttavia, la disputa chiarì una cosa: il nome di CZ era ormai diventato sinonimo della crociata democratica contro le criptovalute.

La persecuzione era politica o di principio?

I sostenitori di Changpeng Zhao nel mondo crypto sostengono che la stretta democratica non fosse una questione di giustizia, ma di politica. Sotto l’amministrazione Biden, regolatori come il presidente della SEC Gary Gensler hanno adottato una linea dura contro il settore, preferendo la “regolamentazione tramite enforcement” invece di creare regole chiare.

CZ, insieme ad altri leader come Brian Armstrong di Coinbase, è diventato un bersaglio di quella che i critici hanno definito una “politica anti-innovazione”.

Dopo le elezioni del 2024, però, le cose cambiarono. La vittoria di Donald Trump portò quella che molti nel settore crypto descrissero come una “reset policy”. Nel giro di pochi mesi, Trump concesse a CZ la grazia presidenziale il 23 ottobre 2025, definendo la sua condanna “eccessivamente severa” e sottolineando che non coinvolgeva frodi né furti.

I Democratici reagirono con indignazione. Elizabeth Warren e i membri della Commissione Bancaria del Senato definirono la grazia “corruzione politica”, citando il presunto investimento da 2 miliardi di dollari di Binance nel progetto di stablecoin di Trump.

CZ negò ogni scambio di favori, definendo le accuse “l’ennesima campagna diffamatoria dell’establishment anti-crypto”.

L’ironia? CZ continua a definirsi semplicemente un visionario della blockchain e un educatore del mondo crypto.

CZ potrà riabilitare la sua reputazione, o la guerra con i Democratici è solo all’inizio?

Nonostante le difficoltà legali, CZ ha visto una ripresa della sua reputazione nei mercati crypto globali. Binance rimane l’exchange numero uno per volume di scambi, e il rally di BNB e Bitcoin dopo la grazia ha rafforzato l’idea che le crypto prosperano sotto regolamentazioni più favorevoli.

Nel frattempo, la sua faida con i Democratici mette in luce una battaglia ideologica più profonda, incentrata su controllo, privacy e libertà finanziaria.

Resta da vedere se il suo ritorno durerà oltre il ciclo politico attuale.
Ma per ora, Changpeng Zhao è diventato molto più di un caso giudiziario: è una linea di frattura politica che divide il futuro della finanza crypto in America.

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Clara Rosati

Ha conseguito una laurea magistrale con una tesi sull’evoluzione della tecnologia blockchain, approfondendo in particolare le sue applicazioni nei sistemi economici digitali. Ha collaborato con diverse testate scrivendo articoli su criptovalute, finanza decentralizzata e innovazione tecnologica, e ha partecipato a... Leggi di più

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