Bitpanda ha sorpreso l’ambiente fintech europeo scegliendo di rinunciare a una quotazione pubblica nel Regno Unito. Ma perché la società ha snobbato la Borsa di Londra come potenziale sede di quotazione?

A quanto pare, la fintech con sede a Vienna – sostenuta dal miliardario Peter Thiel – ha indicato la scarsa liquidità del London Stock Exchange (LSE) come principale ragione dell’abbandono del piano iniziale. Secondo un articolo pubblicato dal Financial Times il 26 agosto 2025, il CEO di Bitpanda, Eric Demuth, ha dichiarato che l’azienda punterà invece su Francoforte o New York come sede di riferimento per la futura IPO. Anche se non è stata definita una tempistica precisa, Londra è ormai fuori dai giochi.

Demuth: “Molte aziende stanno abbandonando Londra”

Demuth ha confermato che Bitpanda non è l’unica realtà ad aver accantonato i propri piani per la City. Molte aziende, infatti, stanno lasciando l’LSE.

Ha citato il caso della fintech britannica Wise, che ha recentemente spostato la propria quotazione principale a New York dopo un voto degli azionisti. La decisione è stata motivata dalla necessità di accedere a bacini di capitale più ampi e a una maggiore liquidità di mercato.

Demuth ha aggiunto che la Borsa di Londra continua a lottare per attrarre volumi di scambio sufficienti e investitori istituzionali.

Mercato IPO UK al Minimo Storico

Considerando le difficoltà di Londra nel mantenere il proprio ruolo di polo principale per le IPO, l’uscita di Bitpanda dal Regno Unito appare una scelta logica.

Il mercato delle IPO britannico è crollato ai livelli più bassi degli ultimi trent’anni, con appena 160–182,8 milioni di sterline (216–247,8 milioni di dollari) raccolti nella prima metà del 2025. Un dato drammatico se confrontato con il picco di 8,8 miliardi di sterline (11,88 miliardi di dollari) raggiunto nel 2021.

La raccolta di capitali resta debole anche considerando le offerte secondarie.

Demuth ha inoltre spiegato che, sebbene Bitpanda sia recentemente entrata nel mercato britannico, la principale fonte di ricavi resta l’Europa continentale.

Osman: “Il problema principale è la mancanza di liquidità”

Già a giugno, Carrie Osman, fondatrice e CEO della società di consulenza Cruxy, aveva messo in luce il declino dell’LSE.

Secondo lei, i motivi delle delisting sono diversi, ma la mancanza di liquidità rappresenta la causa principale.

Le sue osservazioni sono arrivate dopo l’acquisizione della società britannica di semiconduttori Alphawave Semi da parte di Qualcomm, che ha segnato un’altra uscita di peso dall’LSE.

Osman ha sottolineato anche un limite culturale: nel Regno Unito la propensione degli investitori è più debole rispetto agli Stati Uniti, dove i piani pensionistici 401(k) incentivano gli investimenti azionari.

Nel podcast Instant Insights di GlobalData ha dichiarato:
“Stavo analizzando alcuni dati ed è interessante notare che, ad esempio, nel Regno Unito circa il 23% degli adulti possiede azioni, mentre negli Stati Uniti la percentuale arriva al 62%.”

La Ritirata Di Bitpanda Riflette Una Tendenza Più Ampia

La decisione di Bitpanda di bypassare il Regno Unito riflette una tendenza più ampia: le aziende si spostano verso mercati più attraenti alla ricerca di maggiore liquidità, chiarezza normativa e profondità degli investitori.

Stati Uniti ed Europa continentale si stanno affermando come hub per le quotazioni pubbliche grazie a regolamentazioni più favorevoli e all’interesse istituzionale.

La Borsa di New York (NYSE) e il Nasdaq sono diventati calamite per le società crypto-native, complice anche un afflusso di capitali istituzionali favorito dall’amministrazione Trump.

All’inizio del 2025, Circle – emittente della stablecoin USDC – ha raccolto 1,05 miliardi di dollari sulla NYSE con una valutazione di 8 miliardi. Anche Gemini e BitGo hanno scelto di quotarsi negli Stati Uniti, mentre Bullish, un altro exchange sostenuto da Thiel, ha debuttato questo mese sulla NYSE.

Il contrasto con Londra è netto: mentre il Regno Unito punta a imporsi come hub fintech, il mercato IPO della City continua a soffrire per scarsi volumi di scambio e limitata appetibilità da parte degli investitori. Un contesto che solleva dubbi sulla reale attrattiva della piazza londinese per le società tech ad alta crescita.

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Maria Luisa Giugliano
Maria Luisa Giugliano

Con una solida formazione accademica in economia e giurisprudenza, Maria Luisa Giugliano si è affermata come una delle principali esperte nel campo delle criptovalute e della tecnologia blockchain. Il suo percorso professionale coniuga un'approfondita conoscenza dei mercati finanziari con competenze... Leggi di più

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