Mercoledì Bitcoin ha messo a segno un rimbalzo superiore al 5%, toccando un picco nel corso della seduta giornaliera di 71.890$ prima di assestarsi su livelli leggermente inferiori, mettendo a dura prova la tenuta di ribassisti e rialzisti. Al momento della stesura di questo articolo, Bitcoin viaggia intorno ai 72.500$. Siamo di fronte all’inizio di una nuova corsa verso i massimi storici o si tratta di una classica bull trap del mercato crypto, architettata per punire l’eccesso di ottimismo?
Mentre gli investitori retail esitano, i dati istituzionali tracciano un quadro differente. Solo nella giornata di ieri, gli ETF Bitcoin spot hanno registrato afflussi massicci per 506 milioni di dollari. I grandi capitali, dunque, stanno accumulando con decisione durante ogni fase di ribasso.
Tuttavia, l’analisi tecnica del prezzo suggerisce che ci troviamo in un momento cruciale: i 72.000$ non sono un semplice numero, ma rappresentano la linea di demarcazione tra un breakout confermato e una potenziale correzione del 30%.
Finally, one month is turning green for Bitcoin! 🟢 pic.twitter.com/1yGXFPbLup
— Crypto Rover (@cryptorover) March 5, 2026
Con l’aumento delle tensioni geopolitiche, come le recenti escalation in Medio Oriente, gli investitori tendono a rifugiarsi verso asset sicuri. In passato, ciò comportava la vendita di Bitcoin a favore di dollari o oro; oggi, però, osserviamo un mutamento comportamentale. BTC sta iniziando a muoversi meno come un titolo tecnologico speculativo e più come una copertura contro la svalutazione monetaria.
Mentre il petrolio saliva del 13% e l’oro registrava un’impennata, Bitcoin ha inizialmente accusato il colpo per poi recuperare rapidamente, riflettendo la resilienza dell’oro anziché il panico dei mercati azionari. La narrativa resta comunque complessa: forti tensioni alimentano il rischio inflazione e, se l’inflazione sale, le banche centrali mantengono i tassi elevati, scenario che solitamente penalizza il comparto crypto.
Esiste però un risvolto rialzista: se gli investitori percepiscono Bitcoin come un asset neutrale, esterno al sistema bancario tradizionale, l’instabilità globale diventa un catalizzatore per l’adozione. Il mercato non ha ancora deciso definitivamente come inquadrare BTC, il che spiega l’elevata volatilità intorno alla soglia dei 72.000$.
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L’ipotesi rialzista: afflussi negli ETF e momentum
L’argomento più solido a favore di un imminente breakout risiede nel semplice rapporto tra domanda e offerta. Sebbene la price action sia stata incerta, la domanda presente negli order book è innegabile. Il 4 marzo 2026, il mercato ha registrato afflussi netti per 506 milioni di dollari negli ETF Bitcoin spot, con il fondo IBIT di BlackRock a guidare la volata. Questo livello di convinzione istituzionale suggerisce che il recente rialzo sia qualcosa di molto più consistente di un semplice “rimbalzo del gatto morto”.
Perché questo dato è vitale? Quando gli ETF assorbono volumi così elevati di Bitcoin, sottraggono offerta liquida dal mercato, innescando quello che definiamo supply squeeze. Chi vende in questo momento lo sta facendo contro un muro di capitali istituzionali che interpreta questi prezzi come un’opportunità di acquisto, non come un picco.
📊 Spot BTC ETFs reached $60B in cumulative net inflows in under two years, while gold ETFs took more than 15 years to reach the same milestone, according to an ARK chart.
Bitcoin’s ETF flows surged almost vertically after launch during the 2024–25 cycle, while gold saw a slow,… pic.twitter.com/FWqcL51liN
— BTC Live (@btcliveco) March 5, 2026
Il dettaglio interessante è che, nonostante le notizie allarmistiche, i funding rate sono diventati negativi: ciò significa che i trader stanno pagando premi pur di mantenere aperte le proprie posizioni ribassiste (short).
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L’ipotesi ribassista: l’allerta dello schema “Testa e Spalle”
Non possiamo tuttavia ignorare i segnali di allarme che emergono dai grafici tecnici. I trader più esperti tengono d’occhio un potenziale pattern Testa e Spalle in formazione sul grafico giornaliero. In parole povere, si tratta di uno scenario ribassista che tipicamente segnala la fine di un trend ascendente, composta da tre picchi: un massimo centrale più alto (la testa) affiancato da due massimi inferiori (le spalle).
Se la resistenza di BTC a 72.000$ dovesse respingere il prezzo, verrebbe confermata la spalla destra di questa figura. Le implicazioni sarebbero pesanti: un breakdown confermato non porterebbe a un semplice ritracciamento, ma l’analisi tecnica proietterebbe un calo di circa il 30%, con un possibile target in area 50.000$. Il grafico a Testa e Spalle è un elemento critico per la gestione del rischio e funge da monito su ciò che potrebbe accadere qualora i rialzisti perdessero slancio. Finché Bitcoin non supererà con decisione questa zona, la tesi ribassista rimarrà una minaccia concreta.
Il livello chiave da monitorare è ormai cristallino: la fascia tra 71.800$ e 72.000$. Se Bitcoin riuscirà a chiudere una candela giornaliera sopra questa resistenza, invaliderà il pattern ribassista. In tale scenario, la strada verso i 79.000$ e la fase di price discovery sarebbe totalmente spianata.
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