Nella giornata di lunedì 2 marzo 2026, il CEO di VanEck, Jan van Eck, ha dichiarato: “Abbiamo assistito a un ciclo d’investimento in cui Bitcoin cresce per tre anni consecutivi, per poi subire una contrazione piuttosto marcata nel quarto. Il 2026 coincide proprio con questo quarto anno; ecco perché ci troviamo in una fase di mercato ribassista. Credo che a volte si tenda a complicare eccessivamente le cose. A mio avviso, stiamo toccando il fondo proprio ora”.
“La nostra prospettiva per il 2026 è che Bitcoin resti regolato da un’offerta limitata a 21 milioni di unità e dal ciclo di halving, il meccanismo per cui i miner che sostengono la rete ricevono una ricompensa dimezzata ogni quattro anni”, ha aggiunto.
Sottolineando la fase conclusiva del ciclo quadriennale, van Eck ha spiegato che la sua società prevede per Bitcoin (BTC) una graduale ripresa nel corso dell’anno. Secondo il CEO, il ciclo di halving è stato il principale driver del prezzo negli ultimi mesi, prevalendo su qualsiasi altro fattore legato ai fondamentali di BTC.
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🚨VANECK CEO JAN VAN ECK: "I THINK WE'RE MAKING A BOTTOM" ON BITCOIN
VanEck CEO Jan van Eck stated he believes $BTC is forming a market bottom, marking a notable shift in tone from the asset management giant that launched one of the first spot Bitcoin ETFs in the United States.… pic.twitter.com/rYMecqf1JS
— BSCN (@BSCNews) March 2, 2026
Il segnale da 1,1 miliardi $: come si muovono le istituzioni nel settore crypto
Se il bottom di Bitcoin si sta effettivamente consolidando nel range tra i 60.000 $ e i 64.000 $, il primo obiettivo per i rialzisti è riconquistare e difendere con decisione la quota dei 68.400 $. Una rottura confermata sopra i 72.000 $ indicherebbe probabilmente la fine della correzione e la ripresa del rally post-halving.
Mentre i titoli dei media si concentrano sulla volatilità, i giganti istituzionali si stanno muovendo in silenzio. Solo nell’ultima settimana, abbiamo registrato afflussi netti negli ETF Bitcoin per oltre 1,1 miliardi di dollari. Si tratta di una massa di capitale impressionante che suggerisce una sola conclusione: i più grandi asset manager del mondo ritengono che Bitcoin stia scambiando a prezzi scontati.
Questo approccio è tipico del comparto crypto istituzionale. Quando i prezzi flettono e il sentiment dei piccoli risparmiatori volge al pessimo, entità come BlackRock e Fidelity tendono ad accelerare le proprie strategie di accumulo. Non si tratta di operazioni di day trading per un profitto marginale del 5%, ma di un posizionamento strategico in vista della prossima gamba rialzista.
Non si tratta, peraltro, di un fenomeno limitato ai soli colossi statunitensi. Stiamo assistendo a una validazione globale di questa tendenza, come dimostrato dal recente investimento di Intesa Sanpaolo in ETF Bitcoin, a ulteriore conferma che lo “smart money” interpreta questi livelli come un’opportunità d’ingresso e non come un segnale d’uscita dal mercato.
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Che cos’è il ciclo quadriennale di Bitcoin?
Attualmente il mercato appare profondamente diviso. Analizzando il Fear and Greed Index, il sentiment risulta instabile: i trader retail appaiono esausti a causa dell’andamento laterale dei prezzi e dei recenti test nell’area dei 60.000 $.
Secondo il CEO di VanEck, Jan van Eck, la chiave di lettura risiede nella prevedibilità storica di Bitcoin. Il manager sostiene che gli analisti spesso complichino inutilmente il quadro, ignorando come il ciclo quadriennale rimanga la forza dominante dietro l’azione dei prezzi.
Tale ciclo ruota attorno all’halving, un evento programmato nel codice stesso del protocollo che dimezza l’emissione di nuove monete ogni quattro anni. Storicamente, questo shock dell’offerta genera un ritmo ciclico: una fase parabolica, un anno di correzione e una fase di recupero.
Van Eck suggerisce che l’attuale incertezza non sia altro che il mercato intento a seguire questo “copione” prestabilito. Piuttosto che un mercato compromesso, potremmo essere di fronte alla naturale formazione di un supporto minimo prima che la contrazione dell’offerta faccia sentire i suoi effetti reali. Questa tesi è corroborata dai dati on-chain, i quali indicano che la fase di capitolazione dei miner di Bitcoin è ormai agli sgoccioli, un segnale tecnico che, storicamente, ha sempre identificato il pavimento delle principali correzioni.
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