Nel mondo delle criptovalute ogni settimana spunta una nuova storia, ma quella di Maxi Doge è davvero particolare, perché mette insieme entusiasmo da meme coin e una truffa gigantesca che ha bruciato milioni di dollari agli investitori.

Nel caos creato dal token falso molti hanno pensato di aver trovato una delle migliori meme coin del momento, invece stavano solo alimentando il gioco sporco di sviluppatori anonimi che hanno approfittato della fretta e della scarsa attenzione ai dettagli.

Intanto il vero progetto Maxi Doge continua la sua presale in modo regolare, mentre là fuori circolano copie non autorizzate che promettono guadagni veloci; di conseguenza distinguere originale e clone è diventato fondamentale per non perdere capitale.

Maxi Doge tra hype e truffe 

Il token fasullo è stato lanciato il 14 novembre a circa 0,097 dollari, con una capitalizzazione iniziale intorno ai 120,0 milioni di dollari, numeri che possono sembrare solidi ma che in realtà erano solo la scenografia di una truffa studiata.

Nel giro di tre giorni il valore è crollato fino a circa 0,008 dollari e la capitalizzazione si è ridotta a 7,0 milioni di dollari, lasciando sul campo una scia di portafogli svuotati e tanta sfiducia verso tutto il progetto.

Lo schema ricorda i classici pump-and-dump delle vecchie stagioni bull market: prima si crea hype, poi si spinge il prezzo verso l’alto e infine si scaricano i token lasciando chi è entrato tardi con il cerino in mano.

Come ha funzionato il token truffa

La cosa più preoccupante è la quantità di denaro coinvolto: il contratto fake ha movimentato oltre 8,0 milioni di dollari di volume giornaliero, segno che tantissime persone hanno creduto di essere sul carro giusto senza verificare meglio l’origine del token.

Secondo le stime, la falsa crypto ha già risucchiato oltre 10,0 milioni di dollari di liquidità, valore che difficilmente tornerà indietro a chi è caduto nella trappola, dato che gli autori sembrano ormai interessati solo a svuotare ogni residuo fondo.

La lezione è chiara: quando una nuova meme coin sembra già quotata con il ticker giusto mentre la presale ufficiale è ancora in corso, molto probabilmente si tratta di un clone pensato per intercettare la fretta degli investitori distratti.

Perché così tanti sono caduti nella trappola

Nel frattempo il vero token MAXI non è ancora quotato sugli exchange, perché si trova in piena fase di presale ufficiale, dove ha già raccolto oltre 4,0 milioni di dollari direttamente dal sito del progetto, senza passare da contratti sospetti.

Il team punta a trasformare Maxi Doge in una sorta di DOGE 2,0, quella che molti chiamano in modo scherzoso “Doge on steroids”, cioè una versione più estrema e speculativa rispetto alle vecchie meme coin che tutti conoscono.

Per chi guarda le meme coin come scommesse a basso capitale, MAXI viene descritta come una low cap interessante, una specie di “beta play” rispetto a progetti enormi come DOGE, PEPE o SHIB, che oggi offrono margini potenzialmente più limitati.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=iA03Tr-8qXY&embeds_referring_euri=https%3A%2F%2F99bitcoins.com%2F&source_ve_path=OTY3MTQ 

Il vero Maxi Doge e la strategia del progetto

Il contesto di mercato aiuta questa narrativa, perché Bitcoin è tornato in area 95.000 dollari rafforzando l’idea che il bull market sia ancora vivo e che nuove meme coin possano sfruttare l’onda di entusiasmo che si sta ricreando.

Maxi Doge dispone anche di una cassa marketing importante, perché circa il 40% dei fondi raccolti in presale viene destinato a promozioni, collaborazioni e possibili buyback, tutti elementi che puntano a tenere alta l’attenzione intorno al progetto nel medio periodo.

Uno dei punti che sta attirando più interesse è lo staking con rendimento annuo indicato intorno al 76% APY, una percentuale molto alta che ovviamente comporta rischi significativi ma che per molti rappresenta una tentazione difficile da ignorare.

Perché Maxi Doge attira ancora nonostante la truffa

Durante questa fase il prezzo del token è fissato a 0,0002685 dollari per un periodo limitato, circa 36 ore, e chi entra adesso spera di agganciare eventuali moltiplicatori futuri se e quando il token arriverà davvero sugli exchange.

Dal punto di vista pratico l’acquisto avviene collegando il proprio wallet al sito ufficiale, operazione che richiede comunque attenzione, perché parliamo sempre di pagine web, smart contract e passaggi tecnici che non andrebbero mai affrontati con superficialità.

L’opzione più sicura suggerita è usare Best Wallet, un portafoglio self-custodial pensato per gestire diverse crypto, con cui si possono scambiare ETH, BNB, USDT, USDC oppure comprare tramite carta, così l’ingresso nella presale diventa più semplice per chi è meno esperto.

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Antonio Pennetta

Antonio Pennetta è un appassionato delle ultime tecnologie, in particolare del settore delle criptovalute e della finanza decentralizzata. Dal 2015 è stato profondamente attratto dall'universo delle criptovalute e ha acquisito una vasta conoscenza su vari argomenti tra cui la tecnologia... Leggi di più

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