Il governo degli Stati Uniti si prepara ad aggiungere circa 127.271 Bitcoin, per un valore stimato di circa 14,2 miliardi di dollari, a quella che ora definisce Riserva Strategica di Bitcoin (Strategic Bitcoin Reserve).
Durante un’operazione congiunta con le autorità del Regno Unito, queste monete sono state confiscate in relazione a una vasta frode in criptovalute guidata da Chen Zhi, cittadino cinese legato al Prince Group, con sede in Cambogia.
Il governo decide di tenere i Bitcoin, non venderli
A differenza di quanto avviene di solito, il governo non sembra intenzionato a liquidare gli asset, ma a conservarli.
Questa decisione segna un potenziale punto di svolta nel modo in cui gli Stati trattano le criptovalute, suggerendo che le autorità vedano ora il Bitcoin come uno strumento finanziario di lungo periodo, piuttosto che un semplice bene da vendere.
Una rete di truffe, traffico di persone e Bitcoin nascosti
Secondo i documenti del tribunale, Chen Zhi aveva costruito un impero complesso e inquietante che combinava frodi in criptovalute, corruzione politica, riciclaggio di denaro e traffico di esseri umani.
La sua rete operava da diversi complessi in Cambogia, tra cui Golden Fortune e un altro collegato al Jinbei Hotel and Casino.
Le vittime sarebbero state trafficate e costrette a partecipare a elaborate truffe romantiche e d’investimento, note come “pig butchering”.
Questi raggiri potevano durare settimane o mesi, coinvolgendo finte relazioni o opportunità di business per poi svuotare completamente i risparmi delle vittime.
I fondi ottenuti venivano poi dispersi tra società di comodo, wallet crypto, piattaforme di gioco d’azzardo, operazioni immobiliari e mining farm.
Molte vittime sarebbero state minacciate, isolate o perfino maltrattate fisicamente.
L’Ordine Esecutivo che ha aperto la strada
La base legale che consente agli Stati Uniti di trattenere questi Bitcoin invece di venderli deriva da un Ordine Esecutivo firmato all’inizio del 2025, che ha formalmente istituito la Strategic Bitcoin Reserve. L’ordine stabilisce che qualsiasi criptovaluta confiscata in procedimenti penali o civili debba essere trasferita nella nuova riserva, anziché messa all’asta o convertita in valuta fiat.
Sebbene il principio sembri chiaro, rimangono diversi passaggi legali: i tribunali devono approvare la confisca, e Chen Zhi o i suoi collaboratori potrebbero ancora contestare la decisione. Anche superati questi ostacoli, il governo dovrà comunque stabilire come custodire e gestire in modo sicuro oltre 14 miliardi di dollari in Bitcoin. Attualmente, diverse agenzie — tra cui il Dipartimento del Tesoro, FinCEN e OFAC — stanno coordinando la gestione degli asset, monitorandone l’origine e garantendone la sicurezza.
Bitcoin come risorsa di Stato?
La decisione di mantenere i Bitcoin invece di venderli potrebbe avere implicazioni profonde. Suggerisce che il governo stia iniziando a trattare Bitcoin come un bene di riserva, simile all’oro. Tenendo queste monete fuori dal mercato, le autorità possono evitare una pressione di vendita massiccia, che spesso fa crollare i prezzi quando grandi quantità vengono immesse tutte insieme.
Se questa strategia dovesse consolidarsi, potrebbe influenzare altri Paesi, spingendoli a ripensare il modo in cui gestiscono le criptovalute sequestrate.
Potrebbe persino aprire la strada a discussioni più ampie sul ruolo degli asset digitali nelle riserve nazionali.
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Una prova ancora tutta da superare
Il successo di questa operazione dipenderà da come le autorità gestiranno il processo.
Un’esecuzione efficace potrebbe ridefinire il modo in cui gli Stati Uniti trattano i sequestri di criptovalute di alto valore e diventare un modello per altri governi.
Potrebbe anche stabilire nuove norme sulla custodia, la regolamentazione e la classificazione degli asset digitali.
Ma il piano potrebbe anche fallire: se il processo legale si prolungasse troppo, se i sistemi di custodia non fossero affidabili o se emergessero problemi di gestione interna, ciò potrebbe minare la fiducia pubblica e quella dei mercati. Per ora, quei 127.271 BTC restano in custodia. Ciò che accadrà nei prossimi mesi potrebbe plasmare il futuro delle politiche statali sulle criptovalute.
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