La scorsa settimana, BitMine Immersion Technologies ha aumentato la propria esposizione a Ethereum nonostante la sua riserva attuale sia pesantemente in rosso. Il prezzo di ETH è scivolato a circa 2.280 $ (-2,5%), attestandosi ben al di sotto del prezzo medio di carico della società. Questa mossa giunge in una fase di forte incertezza per i mercati crypto, con gli investitori che preferiscono rifugiarsi verso la liquidità e l’oro.
Sulla carta, la posizione in ETH di BitMine registra un passivo di oltre 6 miliardi di dollari. Una cifra che può essere interpretata come il risultato di una condotta temeraria o, al contrario, come prova di una solida visione di lungo periodo. Distinguere tra queste due prospettive è fondamentale per valutare correttamente l’allocazione del capitale.
BREAKING: BitMine's, $BMNR, unrealized ETH losses rise to -$6.6 billion, now on track to become the 5th largest documented principal trading loss in history if sold.
Unrealized losses are now at ~66% of the size of Archegos in 2021, the largest loss ever recorded. pic.twitter.com/JLHqMDLL1M
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) February 2, 2026
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Perché BitMine dovrebbe acquistare ETH pur perdendo miliardi?
BitMine persegue una strategia di accumulo di riserve basata su Ethereum. Il concetto è simile a quello di un’azienda che sceglie di detenere riserve in lingotti d’oro anziché in dollari. In questo scenario, l’“oro” è rappresentato da ETH.
La settimana scorsa, BitMine ha accumulato altri 41.788 ETH, portando le proprie riserve complessive a oltre 4,2 milioni di token. La società ha avviato il piano di acquisti a giugno, quando ETH valeva circa 2.480 $. Poiché il prezzo attuale è inferiore, ogni nuovo acquisto contribuisce a ridurre il prezzo medio di acquisto delle riserve totali.
Questa strategia ricalca quanto fatto da Michael Saylor con Bitcoin anni fa, ovvero acquistare durante le fasi di contrazione, ignorare il rumore di fondo del mercato e scommettere sul valore intrinseco dell’asset nel lungo periodo.
Il prezzo di Ethereum cala, ma l’utilizzo della rete racconta una storia diversa
ETH ha perso oltre il 18% nell’ultima settimana. Questo dato evoca immediatamente una sensazione di pericolo, poiché i crolli repentini di prezzo colpiscono in modo rapido e doloroso.
Tuttavia, Tom Lee evidenzia un dettaglio che molti trascurano: l’attività on-chain continua a crescere e questo si traduce in un numero maggiore di transazioni e di wallet attivi. È come se un’autostrada vedesse aumentare il proprio volume di traffico nonostante una diminuzione del costo dei pedaggi.
Fonte – Numero di indirizzi attivi sulla rete Ethereum / The Block
Durante i precedenti “inverni crypto”, l’utilizzo della rete tendeva a prosciugarsi. Questa volta, invece, non è successo. Ecco perché BitMine interpreta questo ribasso come una fase fisiologica di assestamento piuttosto che come un collasso strutturale.
Abbiamo già analizzato la flessione del prezzo di Ethereum, e il contrasto resta evidente: quotazioni deboli a fronte di un utilizzo della rete estremamente solido.
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Cosa significa tutto questo per i piccoli investitori che seguono ETH?
La mossa di BitMine lancia un segnale preciso. Diverse istituzioni considerano ancora ETH come l’infrastruttura portante del sistema finanziario e non come un semplice asset speculativo o “meme trade”. Smart contract, stablecoin e applicazioni DeFi continuano infatti a poggiare sulla sua tecnologia.
Ciò non garantisce un rimbalzo immediato dei prezzi. Il recente calo di Bitcoin sotto i 74.000 $, infatti, ha trascinato con sé l’intero comparto, in una fase dominata dall’avversione al rischio.
Fonte – ETHUSD / TradingView
Per chi ha meno esperienza, in sintesi, il punto fondamentale è questo: gli acquisti dei grandi attori istituzionali non eliminano la volatilità, ma ridefiniscono semplicemente l’orizzonte temporale dell’investimento. BitMine può permettersi di attendere anni. Resta da vedere se i piccoli investitori avranno la stessa capacità di tenuta.
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