I trader di criptovalute non sanno più dove nascondersi. È stata una settimana difficile per i detentori di Bitcoin, Ethereum, Solana e degli altri asset della top 10. Mentre l’ottimismo resta alto, l’unica domanda che conta davvero è: perché il mercato crypto è in calo oggi?
Com’è evidente, la capitalizzazione di mercato totale delle criptovalute è scesa del -2% nelle ultime 24 ore, portando la valutazione complessiva intorno ai 3,1 trilioni di dollari. Mentre Bitcoin guida la classifica delle valutazioni, ha deluso le aspettative scendendo sotto i 90.000 $, trascinando con sé altre monete, tra cui Ethereum, Solana e XRP. Quella che era iniziata come una correzione localizzata si è trasformata in una svendita più ampia, lasciando gli investitori a chiedersi dove si trovi il fondo.
Mentre i discorsi verso la “Luna” del 2025 si sono placati, l’attuale volatilità è alimentata da una “tempesta perfetta” di tensioni macroeconomiche, cedimenti tecnici di Bitcoin e una partecipazione ad alta tensione del Presidente Donald Trump al World Economic Forum (WEF) di Davos.
Trump: Greenland or Tariffs
The market: pic.twitter.com/Sm8MIuEyMS
— Not Jerome Powell (@alifarhat79) January 20, 2026
Il Fattore Davos: i dazi legati alla “Groenlandia” di Trump al WEF
Anche per chi è apolitico, il catalizzatore primario dei nervosismi odierni è il discorso speciale del Presidente Donald Trump al World Economic Forum (WEF) di Davos. Il mercato sta reagendo alle ricadute delle sue politiche commerciali targate “America First”, in particolare l’escalation della “Crisi della Groenlandia”.
A stronger attitude towards Donald Trump is required, says Gavin Newsom as he speaks to Sky News in Davos.
Gavin Newsom says the EU should 'stop doing what they are doing' or they could be 'devoured' by the US president. pic.twitter.com/9mZmAvsmBG
— Sky News (@SkyNews) January 20, 2026
Trump ha recentemente proposto dazi generalizzati per gli stati europei, a partire dal +10% e con la possibilità di salire fino al +25%, come leva nel suo tentativo di acquisire la Groenlandia. Storicamente, i dazi tendono a “smorzare” il momentum rialzista, e questo è apparso evidente la scorsa settimana. Bitcoin e alcune delle migliori criptovalute da acquistare sono scivolate bruscamente, per poi invertire le perdite.
Con i leader europei che promettono ritorsioni con un “bazooka commerciale” da 93 miliardi di euro, gli investitori globali stanno fuggendo dagli asset di rischio, incluse le migliori meme coin di Solana, per ripiegare verso i beni rifugio tradizionali. Come segno eloquente del sentiment attuale, l’Oro è balzato a massimi storici sopra i 4.600 $, mentre Bitcoin non è riuscito a fungere da “oro digitale”, scendendo insieme ai titoli tecnologici, caratterizzati da una volatilità relativamente alta.
GOLD ✨
Gold has broken out above its 3-month resistance level as the flight to safety intensifies amid deteriorating geopolitical uncertainty. As long as gold holds above this line, we assume it is heading higher.
P.S. If an equities deleveraging event occurs, cash is king. pic.twitter.com/UafUGXYIlM
— The Great Martis (@great_martis) January 20, 2026
Fuga istituzionale, occhi su Bitcoin: trascinerà con sé Ethereum, XRP e Solana?
Dopo un 2025 da record, l’appetito istituzionale per gli ETF spot sta affrontando il suo primo vero test del 2026. I dati suggeriscono che lo “smart money” sia attualmente alla finestra o stia attivamente uscendo dal mercato.
Dopo un periodo di accumulo aggressivo, gli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum quotati negli USA hanno registrato preoccupanti deflussi netti nelle ultime 48 ore. I tracker mostrano che questa settimana sono stati riscattati oltre 800 milioni di dollari in ETF Bitcoin spot. Non si sono registrati flussi in entrata, indebolendo ulteriormente la posizione dei rialzisti.
Fonte – SosoValue
Gli analisti suggeriscono che gli attori istituzionali stiano consolidando i guadagni dopo l’impressionante corsa della coppia BTC/USDT verso i 126.000 $ dello scorso anno. Un altro fattore che potrebbe creare una crisi di liquidità, impattando negativamente su Bitcoin e sulle prossime criptovalute pronte a esplodere, è la recente festività del Martin Luther King Jr. Day negli Stati Uniti, che ha creato un divario di liquidità. Il risultato netto è stato l’amplificazione degli ordini di vendita istituzionali.
L’aumento dei riscatti potrebbe spiegare perché il re delle criptovalute abbia faticato a mantenere la sua posizione, creando una “forza gravitazionale” che sta trascinando verso il basso Ethereum, Solana e XRP. Nelle prime ore di oggi, il prezzo di Bitcoin è scivolato sotto il supporto psicologico dei 90.000 $. Questa violazione ha innescato una cascata di oltre 371 milioni di dollari in liquidazioni di posizioni long con leva su Bitcoin nelle ultime 24 ore.
Fonte – Coinglass
Poiché le liquidazioni delle posizioni long costringono alla vendita spot dei collaterali, la rinnovata pressione di vendita sta colpendo anche le altre altcoin. Ethereum sta lottando per mantenere la soglia dei 3.100 $, con un calo del -10% nell’ultima settimana. Allo stesso modo, Solana, nota per il suo alto coefficiente beta, ha perso l’-11% negli ultimi sette giorni, mentre i trader ruotano i capitali fuori dagli ecosistemi ad alta crescita e alta volatilità.
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Nemmeno la crypto XRP è stata risparmiata. Nonostante le notizie positive sulla tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA) di Ripple, il prezzo della coppia XRP/USD è sceso sotto i 2 $, un numero tondo e un livello psicologico fondamentale. XRP è in una fase di forte vendita sin dal 14 gennaio.
Fonte – Coingecko
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