Nelle ultime notizie su BlackRock Bitcoin, l’iShares Bitcoin Trust, meglio noto come IBIT, ha registrato 1,3 miliardi di dollari di riscatti netti durante la settimana dal 22 al 26 giugno, secondo i dati sui flussi di Farside Investors.

Questo singolo fondo ha rappresentato il 72,9% degli 1,79 miliardi di dollari che hanno lasciato l’intero complesso degli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti in quella settimana. Si tratta del segnale più chiaro finora del fatto che lo strumento costruito da Wall Street per portare capitali istituzionali in Bitcoin può funzionare con la stessa efficienza anche in senso inverso.

La tensione al centro di questa vicenda risiede nel fatto che l’ETF Bitcoin di BlackRock è stato il prodotto che ha trasformato la “domanda istituzionale” in una narrazione semplice e ripetibile. Ora, proprio nel momento in cui Bitcoin ha bisogno di acquirenti esterni, IBIT è diventato la fonte più prominente di pressione di vendita tramite ETF sul mercato.

Mentre i numeri degli ETF dominano le testate giornalistiche, BTC/USD scambia intorno ai 60.000 dollari, in calo di circa l’1% nella giornata, con un volume di trading nelle 24 ore pari a 20,7 miliardi di dollari.

Un solo fondo, una settimana, un segnale dominante

(FONTE: CoinGlass)

Solo il 26 giugno, IBIT ha registrato 444,5 milioni di dollari di deflussi in un singolo giorno, rappresentando ogni dollaro di riscatto netto registrato nell’intero complesso degli ETF in quella data, secondo i dati di CoinGlass. La settimana si è conclusa con la settima settimana consecutiva di deflussi netti per IBIT, la striscia negativa più lunga dal lancio del fondo nel gennaio 2024.

Il contesto macroeconomico che ha guidato questi riscatti non è stato un singolo evento, ma una convergenza di fattori. I dati sui non-farm payrolls statunitensi, più forti del previsto, hanno ridotto le aspettative di un taglio dei tassi a breve termine da parte della Federal Reserve, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury e rendendo le alternative a reddito fisso più attraenti rispetto a BTC, che non offre rendimenti cedolari.

Il sentiment di “risk-off” geopolitico, incluse le crescenti tensioni legate all’Iran che hanno scosso i mercati globali, ha aggravato la situazione, drenando capitali dagli asset rischiosi come le valute digitali, i titoli legati all’IA e le materie prime.

Al 29 giugno, gli asset netti di IBIT si attestavano a circa 45 miliardi di dollari con un prezzo di riferimento vicino a 59.813 dollari, secondo la pagina prodotto iShares di BlackRock. Il riscatto settimanale di 1,3 miliardi è dominante all’interno del comparto ETF, ma rappresenta ancora una percentuale relativamente piccola del suo AUM totale.

Perché le dimensioni di IBIT cambiano le regole del gioco

Liam ‘Akiba’ Wright, scrivendo per TechFlow DeepChain di KuCoin, ha inquadrato con precisione il problema strutturale: “Quando IBIT attrae fondi, la sua scala rafforza la narrativa della domanda istituzionale di Bitcoin. Quando IBIT subisce deflussi, le sue dimensioni rendono impossibile per il resto del mercato ignorarli”. I piccoli fondi possono perdere capitali in silenzio; IBIT non può.

La meccanica di funzionamento è fondamentale in questo caso. Nel luglio 2025, la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha approvato i meccanismi di creazione e riscatto “in-kind” per i prodotti negoziati in borsa (ETP) basati su cripto. Ciò significa che i partecipanti autorizzati, le grandi istituzioni finanziarie che creano e riscattano quote di ETF in blocchi, possono ora scambiare quote di ETF direttamente con i Bitcoin sottostanti, anziché passare per un processo esclusivamente in contanti.

Questo cambiamento strutturale implica che la pressione dei flussi degli ETF può trasmettersi più direttamente al mercato spot durante i periodi di avversione al rischio, sebbene Wright abbia osservato che “i deflussi dagli ETF dovrebbero essere visti come una trasmissione del rischio, non come prova diretta che ogni dollaro riscattato venga automaticamente venduto sul mercato spot”.

Tuttavia, la concentrazione è difficile da ignorare. I deflussi degli ETF Bitcoin e il test del supporto a 60.000$ di BlackRock sono diventati la stessa storia, e solo due piccoli fondi nel complesso hanno evitato riscatti netti durante la settimana dal 22 al 26 giugno.

Scenario Bull, Scenario Bear e prospettive future

In altre notizie riguardanti BlackRock Bitcoin, il prezzo BTC/USD scambia vicino ai 60.000 dollari il 29 giugno, con rendimenti negativi sia sui periodi a 7 che a 30 giorni. Il range tra 58.000 e 60.500 dollari ha agito come zona di supporto contesa, mentre la fascia dei 61.000 dollari rappresenta il primo tetto di resistenza significativo sopra i livelli attuali. Come Bitcoin manterrà il supporto critico dei 60.000$ nelle prossime sessioni sarà il segnale più chiaro per capire se si è trattato di una pulizia del mercato o dell’inizio di un ribasso più profondo.

Scenario Bull: I riscatti più pesanti sono già stati assorbiti dal sistema. I deflussi rallentano, Bitcoin recupera il range 59.000–62.000 dollari e i dati di giugno vengono successivamente interpretati come una pulizia di posizioni eccessivamente affollate, piuttosto che come una rottura strutturale della fiducia istituzionale. Con 44,87 miliardi di dollari di asset netti, IBIT rimane lo strumento regolamentato su Bitcoin più liquido al mondo.

Scenario Bear: IBIT continua a registrare ingenti numeri di riscatto giornalieri, Bitcoin non riesce a mantenersi sopra i 60.000 dollari e i compratori spot al di fuori del circuito ETF si ritrovano ad assorbire l’offerta da soli. Wright lo ha spiegato chiaramente: “I compratori spot non-ETF dovranno sostenere il mercato da soli, senza il supporto di quella struttura che un tempo forniva la narrativa rialzista più semplice”.

I venti contrari macroeconomici che guidano la debolezza generale del mercato cripto, le aspettative sui tassi, l’incertezza geopolitica e la forza del dollaro non sono mutati in modo sostanziale. Fino a quando non lo faranno, i dati sui flussi degli ETF cripto di CoinGlass avranno un peso superiore al normale.

Un rallentamento dei deflussi dagli ETF Bitcoin sarebbe il primo segnale di un allentamento della pressione di vendita. Un’altra settimana pesante renderebbe la narrativa del “muro di vendita” strutturalmente difficile da smentire.

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Matteo Solenghi
Matteo Solenghi

Matteo Solenghi è un divulgatore esperto del mondo delle criptovalute ed è attivo nel settore dal 2017. Come investitore e appassionato, si è unito alle fila di 99Bitcoins per condividere le sue conoscenze con l'intera comunità. Matteo analizza quotidianamente le... Leggi di più

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