La domanda che martella la testa di ogni investitore in questo momento è semplice: se il cambio BTC/USD continua a scendere, MicroStrategy verrà cacciata dai principali indici azionari?
Con Bitcoin che scivola dall’euforia delle sei cifre fino alla zona alta degli 80.000$, e la strategia aziendale “Bitcoin-centrica” di Michael Saylor sotto pressione, il dibattito è esploso sui media finanziari.
È una preoccupazione legittima: MSTR è diventata di fatto un “proxy a leva” dell’azione di prezzo di Bitcoin, salendo più velocemente di BTC durante i rialzi e sanguinando più duramente durante i ribassi. Tuttavia, nonostante i timori del mercato, un movimento di Bitcoin a $75.000 non innescherebbe automaticamente l’esclusione dagli indici.
La realtà è più sfumata e legata alle classifiche di capitalizzazione di mercato, al crollo del “premio” sul NAV e alle imminenti revisioni dei fornitori di indici, piuttosto che a una singola soglia di prezzo di Bitcoin.
MicroStrategy può essere rimossa se BTC crolla?

Al momento, non esiste alcuna regola che stabilisca l’espulsione di MicroStrategy dal Nasdaq 100 solo perché BTC tocca i $75k. I criteri del Nasdaq si concentrano sulla classifica della capitalizzazione di mercato, sulla liquidità e su revisioni periodiche, non sul prezzo dell’asset sottostante detenuto dall’azienda.
MicroStrategy (Ticker: MSTR) detiene ancora una capitalizzazione di mercato di circa 51 Miliardi di dollari. Anche dopo che JPMorgan ha avvertito di una potenziale rimozione dall’indice (facendo perdere al titolo oltre il 5%), MSTR rimane ben al di sopra della solita soglia di taglio per le rimozioni dal Nasdaq 100, che si aggira tra i 20 e i 40 miliardi.
Anche se Bitcoin scendesse a 75.000$, l’enorme tesoro di oltre 650.000 BTC di MicroStrategy varrebbe ancora quasi 49 miliardi. Sì, il titolo scenderebbe probabilmente più di Bitcoin (perché scambia come un ETF a leva), ma rimarrebbe abbastanza grande da restare nell’indice.
Il vero pericolo: La revisione MSCI di Gennaio 2026
C’è un rischio reale, ma non è quello che i social media stanno sensazionalizzando.
Il vero pericolo è la revisione dell’indice MSCI prevista per il 15 Gennaio 2026. MSCI sta valutando di rimuovere le società il cui business principale è semplicemente “detenere Bitcoin”.
https://twitter.com/DeFiRoze/status/1991704830612762878
Gli analisti di JPMorgan avvertono che una mossa del genere potrebbe innescare 2,8 miliardi di dollari di vendite forzate. Se altre famiglie di indici dovessero seguire l’esempio, i deflussi totali (outflows) potrebbero raggiungere gli 11 miliardi di dollari.
Questo rischio deriva dalla classificazione del modello di business di MicroStrategy, non dal prezzo di Bitcoin. Se MSTR viene etichettata come un “veicolo di detenzione Bitcoin” piuttosto che come una società di software o cloud, i fornitori di indici potrebbero decidere che non appartiene al paniere azionario tradizionale.
Il crollo a $75k è il grilletto o solo uno stress test?
Molti trader citano il livello dei 75.000$ perché si allinea approssimativamente con il prezzo medio di acquisto dei Bitcoin di MicroStrategy. Scendere sotto questa soglia spingerebbe l’azienda in “perdita non realizzata” (unrealized loss) nel suo bilancio.
https://twitter.com/Strategy/status/1990411065553731775
Ma ai fornitori di indici non importa del punto di pareggio (break-even) di Saylor: a loro interessa la liquidità e la classificazione settoriale.
Tuttavia, un calo a 75k non sarebbe indolore:
- Crollo del Premio: MSTR è già scesa del 40% nell’ultimo mese. Il suo “premio” rispetto ai Bitcoin detenuti (che un tempo era superiore a 2,7 volte) è crollato quasi a zero.
- Zona della Morte Psicologica: Se Bitcoin continua a indebolirsi, MicroStrategy potrebbe entrare in una zona critica dove i gestori attivi ruotano i capitali altrove a causa della volatilità.
- Debito: L’azienda potrebbe faticare a raccogliere nuovo debito contro le sue partecipazioni in BTC.
Quindi, mentre i 75k non sono un “grilletto tecnico” per la rimozione, sono assolutamente un grilletto emotivo che potrebbe amplificare la pressione di vendita prima della decisione di MSCI a gennaio.
Cosa succede se MSCI stacca la spina?
Se MSCI dovesse escludere MSTR (una possibilità concreta), per l’azienda diventerebbe molto più difficile attrarre supporto istituzionale. I fondi passivi che replicano gli indici detengono una fetta enorme del flottante di MSTR.
La rimozione comporterebbe:
- Vendite Meccaniche immediate da parte degli ETF.
- Minore liquidità.
- Maggiore volatilità.
- Difficoltà di finanziamento per i futuri acquisti di Bitcoin di Saylor.
Non ucciderebbe l’azienda, ma colpirebbe il titolo molto più duramente di un semplice calo del prezzo di Bitcoin. Ecco perché gli analisti vedono la chiamata di MSCI a gennaio come il vero catalizzatore, non il prezzo di BTC a 75k.
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