Il celebre ciclo quadriennale di Bitcoin sta perdendo colpi. A dirlo sono diversi analisti di mercato che seguono da vicino i dati post-halving più recenti: la coppia BTC/USD non è riuscita a innescare la sua solita corsa esplosiva, limitandosi a un +43% dopo l’halving del 2024, con un momentum che si è spento sul finire del 2025 dopo aver fallito il mantenimento della soglia critica dei 100.000$.

Questo movimento sottotono riflette un cambio di paradigma più profondo: oggi Bitcoin non si comporta più come una startup volatile, ma come un asset macro strettamente legato ai flussi monetari globali. Per l’investitore comune, questo significa che il vecchio manuale — “compra dopo l’halving, vendi al picco” — sembra non essere più una strategia percorribile.

A guidare il mercato ora sono governi, gestori patrimoniali da trilioni di dollari, ETF e shock economici globali. Il tempismo (market timing) conta meno; la gestione del rischio conta di più. Questo cambiamento avviene proprio mentre gli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti assorbono l’offerta disponibile e le notizie macroeconomiche stravolgono i prezzi nel giro di poche ore. Bitcoin corre ancora veloce, ma ora reagisce alle stesse forze che muovono azioni, obbligazioni e valute.

Market Cap

Cos’è il ciclo quadriennale di Bitcoin in parole semplici?

Il ciclo di quattro anni nasce dal meccanismo dell’halving di Bitcoin. L’halving (o dimezzamento) è un evento preprogrammato in cui la ricompensa per il mining di nuovi blocchi viene tagliata della metà: questo significa che i miner ricevono il 50% di BTC in meno per la verifica delle transazioni.

Questi eventi sono programmati per verificarsi ogni 210.000 blocchi — ovvero circa ogni quattro anni — e continueranno fino a quando la rete non avrà generato l’offerta massima di 21 milioni di BTC.

L’halving riduce l’emissione di nuove monete, un fattore che può spingere i prezzi verso l’alto se la domanda rimane forte. Storicamente, questo è accaduto nei mesi precedenti e successivi ai dimezzamenti passati, come osservato chiaramente nel 2020 e nel conseguente mercato rialzista (bull run) del 2021.

Tuttavia, le circostanze che circondano ogni halving sono diverse e la domanda di criptovalute può oscillare bruscamente in risposta alle condizioni macroeconomiche, ai conflitti e ad altri fattori esterni capaci di soffocare il classico “pump” post-dimezzamento.

Dal 2012 al 2021, questo modello sembrava quasi scritto da un copione: i prezzi impennavano dopo ogni halving, per poi crollare. I principianti avevano imparato un’unica regola: aspetta l’halving e cavalca l’onda.

Ma quel pattern ha iniziato a indebolirsi dopo il 2022. Oggi gli analisti sostengono che l’adozione conti più dell’emissione di nuove monete. Bitcoin si comporta sempre meno come una montagna russa imprevedibile e sempre più come un asset finanziario tradizionale maturo.

Perché l’ultimo ciclo di Bitcoin ha deluso gli investitori?

I guadagni post-halving nel biennio 2024–2025 si sono fermati a un modesto +43,4%, la performance più debole mai registrata secondo i dati di MarketWatch. Per fare un confronto, i cicli precedenti avevano sempre garantito rendimenti a tre cifre.

Dopo il crash che ha colpito l’intero mercato alla fine del 2025, BTC è scivolato sotto i 100.000$ e attualmente viene scambiato intorno ai 90.000$, segnando un calo del 28% rispetto al massimo storico di 126.000$ raggiunto nell’ottobre 2025.

Una delle cause principali risiede nelle istituzioni. Nel corso del 2025, gli ETF e le tesorerie aziendali hanno prelevato circa 140.000 BTC dagli exchange. Con queste grandi entità che controllano saldamente l’offerta di Bitcoin, si è riusciti a limitare le vendite dettate dal panico e i grandi drawdown, ma allo stesso tempo sono svanite quelle impennate paraboliche tipiche dei cicli passati.

Un altro fattore determinante è la pressione macroeconomica. Le notizie sulla politica commerciale degli Stati Uniti hanno innescato una liquidazione record da 19 miliardi di dollari nel mercato crypto, con le tensioni in corso tra USA e Cina che continuano ad alimentare paura e incertezza sia nel settore delle criptovalute che nei mercati finanziari tradizionali (TradFi).

Ad oggi, Bitcoin mostra un comportamento del tutto simile a quello dei mercati finanziari classici: le oscillazioni dei prezzi sono guidate più dalle notizie globali che da eventi specifici del mondo crypto

Cosa significa tutto questo per gli investitori di Bitcoin d’ora in avanti?

I trader a breve termine stanno perdendo il loro vantaggio competitivo, mentre chi pianifica a lungo termine guadagna in chiarezza. Gli analisti descrivono sempre più spesso il mercato attuale come un “ciclo di maturità”, guidato da un’adozione costante e non più da improvvisi “fuochi d’artificio” speculativi.

Questo spiega anche perché la dominance di Bitcoin continui a fluttuare, come evidenziato dalle recenti rotazioni di mercato: i flussi di capitale si spostano dove il rischio è percepito come gestibile.

Gautam Chhugani, senior analyst di Bernstein, modella ancora un ciclo esteso fino al 2027, ma il percorso appare più lineare, con meno movimenti esplosivi e una crescita costante verso l’ambizioso traguardo di 1 milione di dollari.

Gli esperti di Bernstein non sono gli unici a credere che la struttura del ciclo quadriennale sia ormai superata; molti professionisti del settore hanno espresso pareri simili negli ultimi 12 mesi. Finché Bitcoin riuscirà a mantenersi stabilmente sopra i 90.000$, questo nuovo modello di “ciclo esteso” potrebbe diventare la nuova realtà del mercato.

Qual è il rischio che molti di noi ignorano?

L’errore più comune è dare per scontato che Bitcoin sia diventato “sicuro”. Non è così. I mercati guidati da dinamiche macroeconomiche si muovono velocemente e puniscono l’eccesso di fiducia. L’ingresso dei grandi capitali istituzionali porta stabilità, è vero, ma può anche causare uscite di massa improvvise: gli ETF hanno la capacità di comprare o vendere migliaia di monete in un solo giorno.

La risposta più intelligente è, paradossalmente, la più “noiosa”: Dollar-Cost Averaging (DCA), orizzonti temporali chiari e non investire mai denaro di cui si potrebbe aver bisogno nel breve termine. Bitcoin non ha perso rilevanza, è semplicemente “cresciuto”. E i mercati maturi premiano la disciplina rispetto all’hype momentaneo.

La celebre citazione di Ken Fisher, “Il tempo nel mercato batte il tempismo del mercato” (Time in the market beats timing the market), non è mai stata così attuale per Bitcoin. Il principale asset digitale si è trasformato: da asset rischioso e puramente speculativo a veicolo di investimento consolidato, sostenuto da governi e gestori patrimoniali da trilioni di dollari.

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Matteo Solenghi
Matteo Solenghi

Matteo Solenghi è un divulgatore esperto del mondo delle criptovalute ed è attivo nel settore dal 2017. Come investitore e appassionato, si è unito alle fila di 99Bitcoins per condividere le sue conoscenze con l'intera comunità. Matteo analizza quotidianamente le... Leggi di più

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