Bitcoin ha appena colmato quel fastidioso gap del CME intorno a $88.000, scendendo fino a toccare quel livello prima di rimbalzare leggermente. In questo momento, il cambio Bitcoin USD gravita vicino ai $90.000, dopo aver subito la pressione del nervosismo generale del mercato. È stato un inizio d’anno sulle montagne russe, ma il riempimento del gap è una classica mossa tecnica che molti trader osservano con attenzione.

Bitcoin USD ha ritracciato dai massimi di inizio gennaio vicini ai $95.000, e ora si attesta intorno agli $89.000 dopo aver cancellato una parte di quei guadagni. Durante il calo abbiamo assistito a oltre 1 miliardo di dollari in liquidazioni, il che ha ripulito un po’ di leva finanziaria surriscaldata, lasciando il mercato con un clima meno euforico.

Fonte – TradingView

I dati on-chain appaiono incoraggianti: la leva finanziaria è diminuita, i detentori (holders) non stanno vendendo e stiamo testando il supporto proprio nell’area in cui si trovava il gap del CME. Se gli acquirenti dovessero intervenire a questi livelli, potremmo assistere a una spinta verso la resistenza tra i $92.000 e i $94.000. Tuttavia, se la pressione macroeconomica dovesse persistere, la zona tra $85.000 e $87.000 potrebbe diventare il prossimo livello chiave da monitorare. In generale, BTC si trova in una fase di consolidamento, muovendosi in sincronia con il mercato azionario in attesa di segnali più chiari.

Bitcoin USD colma il gap del CME

Quel gap dei futures del CME creatosi durante le festività di Capodanno, situato approssimativamente tra $88.000 e $90.600, è stato finalmente colmato con il recente ribasso verso quota ~$88.000. Gap come questo si verificano perché il mercato spot continua a scambiare durante i fine settimana, mentre il CME chiude, creando questi disallineamenti di prezzo.

Una volta che il prezzo torna a “colmarlo”, il gap spesso agisce come un magnete; la sua risoluzione elimina un motivo tecnico di pressione ribassista. Ora che l’obiettivo è stato raggiunto, molti si chiedono se questo preparerà il terreno per un’inversione di tendenza o se continueremo in una fase di oscillazione laterale (chop around) prima della prossima gamba rialzista.

Flussi degli ETF e domanda istituzionale a sostegno di Bitcoin

Gli ETF Bitcoin spot continuano a svolgere un ruolo centrale nel determinare l’azione dei prezzi a breve termine. Gli afflussi all’inizio del 2026 sono stati consistenti, con diverse sessioni che hanno registrato acquisti netti per centinaia di milioni di dollari, guidati da prodotti come IBIT di BlackRock e FBTC di Fidelity. Nonostante l’aumento della volatilità, questa costante partecipazione istituzionale ha contribuito ad ancorare Bitcoin vicino ai livelli di supporto chiave e ha rafforzato l’idea che i ribassi vengano tuttora accumulati da operatori con una visione a lungo termine.

Fonte CoinGlass

Detto questo, i flussi degli ETF non sono stati a senso unico. Martedì, gli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti per circa $479,7 milioni, segnando il prelievo giornaliero più consistente da diverse settimane e interrompendo brevemente la striscia di afflussi che aveva sostenuto il recente consolidamento. Questo ritracciamento ha frenato parte del momentum accumulato all’inizio del mese, senza però annullare il trend generale.

Per contestualizzare, gli ETF su Bitcoin e altri prodotti crypto negoziati in borsa hanno registrato $2,17 miliardi di afflussi netti nella settimana conclusasi il 19 gennaio (originariamente indicata come 16 gennaio), il totale settimanale più forte dall’ottobre 2025. Ciò suggerisce che l’ultimo deflusso somigli più a un riposizionamento a breve termine che a un’uscita strutturale.

I titoli macroeconomici stanno aggiungendo un ulteriore livello di incertezza. Il discorso del presidente Trump al World Economic Forum di Davos è al centro dell’attenzione dei trader, in particolare per quanto riguarda la politica dei dazi e le tensioni commerciali con l’Europa legate alla questione della Groenlandia. Una retorica aggressiva (hawkish) o nuove minacce di dazi potrebbero estendere la pressione di “risk-off” sia sull’azionario che sulle criptovalute, mantenendo Bitcoin bloccato vicino alle resistenze nel breve termine.

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Orfeo Barone

Esperto di criptovalute e finanza, noto per la sua capacità di analizzare i mercati digitali con precisione e chiarezza. Con un background in economia e appassionato di tecnologia blockchain, ha scritto per numerose testate specializzate, fornendo approfondimenti su investimenti, strategie... Leggi di più

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