Robert Kiyosaki, autore di Rich Dad, Poor Dad, torna alla carica e dice che sta comprando oro, argento, Bitcoin ed Ethereum, perché vede tempesta in arrivo sui mercati tradizionali e vuole parcheggiare il patrimonio negli asset che considera migliori criptovalute.

Nel suo ultimo post su X parla di denaro vero con tro denaro finto, dove da una parte ci sono metalli preziosi e Bitcoin, dall’altra la carta stampata dalla Federal Reserve, accusata di gonfiare il debito USA e logorare la fiducia nel sistema.

Secondo Kiyosaki, Bitcoin ha ancora spazio per arrivare a 250.000 dollari, perché beneficia dell’effetto rete spiegato dalla Legge Metcalfe e perché sempre più investitori lo vedono come scudo contro una finanza tradizionale percepita fragile.

Kiyosaki e la fuga dal denaro finto

Nel ragionamento entra anche Ethereum, che Kiyosaki vede al centro dell’universo delle stablecoin e delle applicazioni digitali, perché sostiene che più persone usano una rete, più quella rete conta davvero nella finanza quotidiana e nella percezione collettiva.

Tira in ballo la Gresham’s Law per dire, in parole semplici, che quando la gente percepisce una forma di denaro come più forte, tende a tenersela stretta, mentre usa quella più debole per le spese di ogni giorno.

Per questo insiste su oro, argento, Bitcoin e persino sulle sue miniere, attaccando Tesoro USA e Federal Reserve per l’eccesso di stampa di moneta e ribadendo il suo celebre “savers are losers”, cioè chi tiene solo contanti rischia.

Oro, Bitcoin, Ethereum: perché i valori stanno raddoppiando

Sul grafico, intanto, Bitcoin ondeggia intorno ai 100.000 dollari, zona psicologica che negli ultimi mesi ha fatto da pavimento emotivo, perché sotto questa soglia molti iniziano a preoccuparsi davvero, mentre quando è sopra la soglia tornano a respirare con più calma.

Gli analisti ricordano che, finché il prezzo resta sotto l’area dei 112.000 dollari, la fiducia di chi è entrato tardi rimane fragile, mentre chi ha comprato anni fa è ancora in forte guadagno e osserva.

Uno dei segnali citati è il rapporto MVRV vicino a 1,8, che in passato ha spesso preceduto ripartenze importanti, perché suggerisce che il mercato non è né eccessivamente in euforia né completamente scarico, lasciando margine a movimenti significativi.

Segnali on-chain e soglie psicologiche

Se però Bitcoin dovesse mollare i 100.000 dollari, molti guardano a 56.000 dollari come primo cuscinetto serio e a 38.000 dollari come zona di sicurezza estrema, livelli dove in passato sono tornati compratori con spalle larghe.

Il quadro più ampio mostra comunque una struttura in salita dal 2024, con rimbalzi importanti ogni volta che il prezzo ha toccato la stessa trendline, inclusi salti vicini al 105% e al 68%, segno che i compratori difendono quell’area.

Adesso, però, la partita è delicata: mantenere 100.000 dollari significherebbe avere le carte per puntare verso 126.000 dollari, mentre un indebolimento deciso aprirebbe scenari meno ottimistici, con vendite forzate e nervosismo crescente tra chi è entrato tardi.

Un momento chiave per il prezzo

Nel mezzo di questi numeri, il messaggio di Kiyosaki non è un invito cieco a inseguire il prossimo ATH, ma una provocazione: diversificare una parte del patrimonio in asset duri, accettando che i mercati tradizionali non sono infallibili.

Per chi conosce poco le criptovalute, significa chiedersi se abbia senso destinare una quota ragionevole a strumenti come Bitcoin o Ethereum, sapendo che oscillano forte ma, secondo questa visione, offrono protezione nel lungo periodo contro inflazione e svalutazione.

Non tutte le crypto sono uguali e seguire ogni nuova meme coin solo perché fa rumore è il modo più rapido per bruciarsi, perciò la differenza la fanno studio, prudenza e selezione di pochi progetti con fondamenta credibili.

Come leggere il messaggio senza cadere nel fanatismo

In pratica, il senso è prepararsi allo scenario peggiore senza trasformarlo in ossessione, definendo un orizzonte temporale di anni, evitando di investire soldi che potrebbero servire a breve e resistendo alla tentazione di muoversi solo in base ai post virali.

Nel dubbio, molti guardano ancora a Bitcoin e Ethereum come riferimenti principali, perché hanno storia, liquidità, grandi community e un ruolo riconosciuto; tuttavia anche su questi nomi servono pazienza, cultura finanziaria di base e capacità di sopportare oscillazioni violente.

Il punto finale è semplice: tra narrativa apocalittica e ottimismo cieco, l’approccio più sano è trattare queste tecnologie come strumenti seri, informarsi, confrontare opinioni diverse e costruire scelte coerenti con i propri obiettivi, senza farsi trascinare dall’ansia del momento.

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Alessandro Vieri
Alessandro Vieri

Alessandro Vieri è un analista esperto nel settore delle criptovalute e della blockchain. Con un background in economia e finanza, Alessandro ha costruito la sua carriera approfondendo le dinamiche dei mercati digitali e fornendo analisi puntuali sulle tendenze emergenti. Autore... Leggi di più

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