Perché il mercato crypto è in calo oggi? Le tensioni sui dazi hanno schiacciato il rally di Uptober o questo potrebbe essere il setup perfetto prima del prossimo breakout? I trader stanno andando nel panico troppo presto? Con Bitcoin che si aggira intorno a 113.000$ (in calo del 2% nelle ultime 24 ore) e altcoin come Ethereum e Solana che scivolano più in basso, la capitalizzazione totale del mercato crypto è nuovamente scesa sotto i 4 trilioni di dollari.

Ma dietro le candele rosse si nasconde un’opportunità. Dai colpi di scena sui dazi di Trump all’attesa dei dati CPI e a un fragile accordo di pace a Gaza, questo calo potrebbe non essere un crollo, ma la calma prima del ritorno di Uptober. Analizziamo quindi perché il mercato crypto è in calo oggi e perché i rialzisti potrebbero essere pronti a spingere di nuovo.

Perché il crypto è in calo oggi? Le tensioni sui dazi riaccendono le paure del mercato

Il fattore principale del recente calo dei prezzi crypto è stata l’escalation delle tensioni commerciali tra USA e Cina.
Il 10 ottobre, il presidente Donald Trump ha annunciato un dazio del 100% su tutte le importazioni cinesi, valido dal 1° novembre, in risposta ai limiti di esportazione della Cina su minerali delle terre rare.

Lo shock ha fatto crollare il mercato, facendo sparire oltre 200 miliardi di dollari di capitalizzazione crypto in poche ore. Bitcoin è sceso del 16% e Ethereum del 21%.
Le liquidazioni hanno superato 19 miliardi di dollari, uno dei più grandi washout nella storia delle criptovalute. Gli analisti hanno collegato il caos a long eccessivamente leverage e timori di problemi nelle supply chain che avrebbero potuto influenzare l’hardware blockchain.

Anche i mercati tradizionali hanno subito contraccolpi: S&P 500 -2,7%, Nasdaq -3,5%, DAX -1%. Ma quando Trump ha lasciato intravedere un possibile allentamento delle tensioni il 12 ottobre, il crypto è rimbalzato immediatamente, con Bitcoin che ha recuperato 115.000$ entro il 13 ottobre, grazie agli acquisti dei whale wallet. I trader si aspettano volatilità fino al colloquio Trump-Xi del 20 ottobre, ma ogni calo finora ha attirato compratori.

Fonte: Trading View

Questo sell-off sembra più una zona di riaccumulo sopra i supporti che un’inversione di tendenza. I colpi di scena sui dazi vanno e vengono, ma il dominio e la resilienza di Bitcoin restano solide.

Il rinvio dei dati CPI aggiunge incertezza, mantenendo i trader nervosi

Il rapporto CPI di settembre, inizialmente previsto per il 15 ottobre, è stato spostato al 24 ottobre a causa dello shutdown governativo. Gli economisti prevedono un incremento mensile dello 0,2% e annuo del 2,6%, numeri che potrebbero influenzare la riunione Fed del 28-29 ottobre, fornendo un segnale soft su un possibile taglio dei tassi, riportando liquidità negli asset rischiosi, comprese le crypto.

Nonostante l’incertezza, i flussi restano robusti: solo la scorsa settimana sono affluiti 440 milioni di dollari in ETF Bitcoin, segno che gli investitori istituzionali vedono questo calo come un’opportunità, non come un rischio.
I trader scommettono anche che la crescita globale rallentata e le interruzioni commerciali spingeranno la Fed a tagliare nuovamente i tassi entro fine anno, alimentando il prossimo rally crypto.

Per ora, il crypto rimane sotto stretto controllo macro, ma ogni taglio dei tassi passato ha portato a un esplosivo aumento di Bitcoin poco dopo.
Se l’inflazione si raffredda e la liquidità torna, il pullback di Uptober potrebbe trasformarsi nel breakout di novembre.

L’accordo di pace a Gaza aiuta o danneggia il crypto?

Il cessate il fuoco a Gaza, mediato dagli USA il 10 ottobre, ha temporaneamente riportato ottimismo globale. La tregua ha fermato i combattimenti, liberato 20 ostaggi e permesso all’aiuto umanitario di entrare a Gaza.

Ma i negoziati sulla pace restano fragili a causa di questioni di governance e ritiro delle truppe. Le probabilità di Polymarket che la tregua duri fino a fine anno sono scese al 48%, ricordando agli investitori che i rischi geopolitici non sono spariti.

Nonostante ciò, la calma temporanea ha innescato un rimbalzo risk-on: il petrolio è sceso sotto i 60$, l’oro ha perso il 2,4% e Bitcoin è salito del 2% mentre i trader ruotavano nuovamente verso il crypto. Per gli asset rischiosi, anche una stabilità fragile è rialzista.
Con il calo delle paure di guerra e dei prezzi energetici, il terreno potrebbe essere pronto per un rimbalzo generalizzato del mercato.

Conclusione

Quello che stiamo vedendo non è un crollo, ma un reset macroeconomico. Dazi, inflazione e geopolitica stanno scosso i trader più deboli, ma il trend di lungo periodo resta rialzista.
Man mano che la liquidità aumenta, la pace si consolida e i trader osservano la prossima mossa della Fed, questa correzione potrebbe essere la scintilla che accende il prossimo rally.

Punti chiave

  • Le crypto sono scese a causa della guerra commerciale USA-Cina.

  • I dati CPI sono stati rinviati, mantenendo i trader sul chi va là.

  • L’accordo di pace a Gaza reggerà o no?

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Clara Rosati

Ha conseguito una laurea magistrale con una tesi sull’evoluzione della tecnologia blockchain, approfondendo in particolare le sue applicazioni nei sistemi economici digitali. Ha collaborato con diverse testate scrivendo articoli su criptovalute, finanza decentralizzata e innovazione tecnologica, e ha partecipato a... Leggi di più

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