Secondo quanto riportato dal Financial Times il 22 luglio 2025, JPMorgan Chase starebbe valutando l’ipotesi di iniziare a concedere prestiti garantiti dalle criptovalute detenute dai propri clienti, a partire dal prossimo anno.
Se l’iniziativa dovesse concretizzarsi, JPMorgan Chase diventerebbe la più grande banca statunitense a sostenere attivamente il settore crypto. La banca ha tuttavia precisato che il progetto è ancora in fase esplorativa e potrebbe subire modifiche.
La possibilità di utilizzare Bitcoin ed Ethereum come garanzia per ottenere finanziamenti rappresenta un’importante evoluzione nel rapporto tra finanza tradizionale e asset digitali. L’apertura delle principali banche americane a questi nuovi servizi riflette il rinnovato slancio normativo favorevole alle criptovalute promosso dall’amministrazione Trump.
🚨 JUST IN: JP Morgan, with $4.3T in assets under management, is now exploring crypto-backed loans for clients.
Yes, $BTC and $ETH as collateral.
The same banks that laughed in 2017? They are positioning now. pic.twitter.com/LIM7U1GmfJ
— Wise Advice (@wiseadvicesumit) July 22, 2025
Jamie Dimon apre (in parte) alle criptovalute: JPMorgan pronta a esplorare il settore, nonostante lo scetticismo
Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, non ha mai nascosto la sua avversione nei confronti delle criptovalute, definendole in passato una “truffa” e arrivando perfino a dichiarare – secondo una fonte citata dal Financial Times – l’intenzione di licenziare qualsiasi trader che avesse operato nel settore crypto.
Negli ultimi tempi, tuttavia, la sua posizione sembra essersi ammorbidita, almeno in parte. Durante una call con gli investitori lo scorso 15 luglio 2025, Dimon ha infatti riconosciuto la legittimità delle stablecoin, definendole “reali” e confermando l’impegno della banca nello sviluppo sia di token di deposito che di stablecoin. Ha però sollevato dubbi sulla loro reale utilità rispetto ai tradizionali sistemi di pagamento.
“Vogliamo capire questo settore e diventare bravi a operare al suo interno,” ha dichiarato Dimon, lasciando intendere un’apertura pragmatica verso il mondo degli asset digitali.
Le parole del CEO di JPMorgan sono arrivate in concomitanza con l’annuncio di Citigroup, che ha manifestato l’intenzione di entrare a sua volta nel mercato delle stablecoin. Jane Fraser, CEO della banca, ha infatti affermato che Citigroup potrebbe lanciare una propria stablecoin dedicata a soluzioni di pagamento.
JPMorgan già attiva nel lending crypto per clienti selezionati: verso una svolta mainstream?
Mentre valuta un’adozione più ampia dei prestiti garantiti da criptovalute, JPMorgan Chase ha già avviato una forma di lending crypto riservata a clienti selezionati. Dal giugno 2025, infatti, la banca consente ad alcuni investitori di alto profilo di ottenere prestiti utilizzando come garanzia ETF su criptovalute, come il noto iShares Bitcoin Trust di BlackRock.
L’istituto ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere l’accesso anche ad altri fondi nel prossimo futuro. L’offerta, rivolta principalmente a clienti con patrimoni elevati, rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui le criptovalute iniziano a influenzare il concetto di solvibilità e credito nel sistema finanziario tradizionale.
Se il prestito garantito da ETF rappresenta la fase iniziale, il passo successivo sembra essere l’estensione del servizio direttamente agli asset digitali come Bitcoin ed Ethereum. Un’operazione che, tuttavia, richiederebbe alla banca di risolvere importanti sfide tecniche, in particolare legate alla gestione delle garanzie in caso di insolvenza.
Jamie Dimon, pur rimanendo critico verso l’uso delle criptovalute, ha recentemente ammesso che la banca consentirà presto ai clienti di acquistare Bitcoin – pur senza offrire servizi di custodia. “Non penso che si debba fumare, ma difendo il tuo diritto a farlo. Allo stesso modo, difendo il tuo diritto a comprare Bitcoin,” ha dichiarato il CEO, con una metafora che ha fatto il giro dei media finanziari.
La decisione della banca si inserisce in un contesto di crescente apertura normativa negli Stati Uniti, evidenziata anche dall’approvazione del GENIUS Act, firmato la scorsa settimana dal Presidente Donald Trump a sostegno dell’innovazione nel settore crypto.
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