I senatori democratici sono usciti da una riunione a porte chiuse sul Clarity Act e sulla struttura del mercato cripto con un senso di urgenza e ansia.
Chuck Schumer sta spingendo per far avanzare il disegno di legge dopo che il PAC Fairshake ha annunciato una spesa di 193 milioni di dollari per le elezioni di metà mandato, un promemoria del fatto che il settore cripto ha ormai una reale forza politica. Tuttavia, questo slancio si sta scontrando con scandali, la resistenza del settore bancario e accuse dirette contro Trump di aver truffato i propri sostenitori.
A UAE investor secretly gave Trump $187 million and his top Middle East envoy $31 million. And then Trump gave that investor access to sensitive defense technology that broke decades of national security precedent.
Brazen, open corruption. And we shouldn't pretend it's normal. pic.twitter.com/h3vvdQZ0yM
— Chris Murphy 🟧 (@ChrisMurphyCT) February 3, 2026
Il fondatore di Chainlink, Sergey Nazarov, stima che le probabilità di approvazione del CLARITY Act prima delle elezioni di metà mandato siano del 70-80%. Nazarov prevede che il via libera legislativo innescherà un’adozione di massa della DeFi istituzionale e un potenziale aumento dei prezzi di 10 volte dalla sera alla mattina.
Tuttavia, il clima politico è teso: se l’immagine di Trump dovesse essere definitivamente compromessa dalle accuse di truffa, o se il disegno di legge continuasse a essere stravolto e depotenziato in commissione (reworked to death), l’intero settore cripto rischierebbe di trovarsi in seri guai.
Nel frattempo, dalle ceneri di questo “massacro” del mercato, sta emergendo una nuova prevendita crypto che sta attirando l’attenzione degli investitori più resilienti.
Leggi anche: La spinta legislativa è ormai indissolubilmente legata alle accuse mosse dal senatore di New York, Chris Murphy, contro Donald Trump. Murphy ha citato il report del Wall Street Journal, secondo cui circa 187 milioni di dollari sono affluiti a entità della famiglia Trump e 31 milioni alla famiglia dell’inviato speciale Steve Witkoff. Questo flusso di denaro sarebbe avvenuto dopo che una società sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti ha acquisito il 49% di World Liberty Financial pochi giorni prima dell’insediamento, operazione seguita dall’allentamento delle restrizioni sulle esportazioni di chip AI e criptovalute verso gli Emirati. “Questa è corruzione. Questi sono gli elementi di una tangente. Si tratta di una condotta potenzialmente criminale.” – Chris Murphy, Senatore degli Stati Uniti, durante il discorso in Senato. I democratici pro-cripto insistono ora sull’inserimento di clausole etiche che vietino al Presidente di gestire imprese nel settore delle criptovalute, una “linea rossa” che la Casa Bianca, al momento, non ha accettato di sottoscrivere. La tensione è ormai alle stelle. La decisione di Coinbase di ritirare il proprio sostegno al Clarity Act all’ultimo minuto (metà gennaio 2026) ha scatenato l’ira di Trump, di Wall Street e delle banche, lasciando il disegno di legge in un limbo legislativo proprio mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato. Il punto di rottura? I rendimenti delle stablecoin. L’aria gelida di Davos ha fatto da sfondo a un acceso diverbio tra Jamie Dimon (JPMorgan) e Brian Armstrong (Coinbase). Durante un incontro informale, Dimon avrebbe accusato Armstrong di mentire pubblicamente sull’attività di lobbying delle banche. La disputa si concentra su una scappatoia legale: mentre il GENIUS Act vieta agli emittenti di stablecoin di pagare interessi, il Clarity Act inizialmente non impediva a terze parti (come Coinbase) di offrire “premi” o rendimenti. Le banche hanno lottato ferocemente per chiudere questo “buco”, riuscendo a inserire la Sezione 404, che estende il divieto di rendimento anche agli exchange crypto. Leggi anche: Coinbase non è l’unica realtà a opporsi a questo disegno di legge. Il fondatore di Cardano, Charles Hoskinson, ha lanciato un duro avvertimento: secondo lui, il Clarity Act non farebbe altro che consolidare il controllo delle banche e il dominio della SEC sul settore. “Non mi sono iscritto a questo movimento per consegnare la rivoluzione nelle mani di 15 banche.” – Charles Hoskinson, fondatore di Cardano. La reazione del mercato non si è fatta attendere: il token di Cardano (ADA) è crollato del 7% il giorno successivo, a dimostrazione di come l’ideologia e i timori sulla centralizzazione continuino a influenzare pesantemente l’andamento dei prezzi. In questo contesto, febbraio si sta rivelando il vero spartiacque per il futuro delle criptovalute negli Stati Uniti. Mentre il Congresso corre contro il tempo prima della pausa elettorale per le midterms, tre fronti critici decideranno se vedremo un rally generazionale o un prolungato inverno normativo. Mentre il mercato vive una fase di forte incertezza (con Bitcoin che ha recentemente testato la soglia dei 70.000 $), Bitcoin Hyper si sta posizionando come uno dei progetti infrastrutturali più caldi dell’anno. Non è solo “un’altra moneta”, ma un tentativo tecnologico di trasformare Bitcoin da riserva di valore passiva a motore della DeFi. The Future IS $HYPER. 🔥 31M Raised! 🚀https://t.co/VNG0P4GuDo pic.twitter.com/KPxcSkiStV — Bitcoin Hyper (@BTC_Hyper2) January 26, 2026 Mentre ci avviciniamo alla conclusione di questo round di prevendita, Bitcoin Hyper sta dimostrando di essere una delle infrastrutture più monitorate del 2026. L’obiettivo di sbloccare il valore latente di Bitcoin attraverso un’integrazione con la Solana Virtual Machine (SVM) sta spingendo gli investitori verso un approccio “utility-first”. Online dal 2013, i componenti del team di 99Bitcoins sono esperti di criptovalute sin dalla nascita di Bitcoin. Ricerche settimanali Utenti mensili Contributi di esperti Progetti crypto recensitiLe nuove accuse contro Trump mettono l’etica al centro del Clarity Act?
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