MicroStrategy continua a essere la più grande azienda al mondo a detenere Bitcoin, con circa 649.870 BTC a metà novembre 2025. Acquistati per 48,37 miliardi di $, quindi il prezzo medio pagato è intorno ai 74.433 $ per Bitcoin.
Con Bitcoin sceso sotto gli 80k $, la situazione inizia a diventare un po’ scomoda per Michael Saylor e MicroStrategy. C’è anche il rischio concreto che l’azienda venga tolta dal Nasdaq-100, l’indice seguito da QQQ e da un sacco di ETF tech.
Qual’è il motivo? MSCI, uno dei più grossi fornitori di indici al mondo, ha aperto una consultazione per decidere se le aziende che hanno all’incirca la metà degli asset digitali (come Bitcoin) dovrebbero ancora essere classificate come aziende operative normali. La decisione finale è attesa per il 15 gennaio 2026.
Se MSCI decide di escludere queste “aziende-tesoreria di asset digitali”, MicroStrategy verrebbe rimossa dagli indici MSCI. Secondo vari analisti questo potrebbe far partire vendite forzate tra i 2,8 e gli 11,6 miliardi di $.
Le probabilità che succeda? Stimate tra l’80% e il 95%. Alcuni analisti dicono che il mercato lo abbia già dato per scontato, e che questo spieghi in parte il calo pesante visto di recente su Bitcoin.
Se MSCI taglia MicroStrategy, le vendite passive potrebbero arrivare a circa 2,8 miliardi di $. Se poi anche Nasdaq-100, FTSE Russell e altri dovessero seguire la stessa strada (cosa che JPMorgan valuta con una probabilità tra il 70% e il 90%), il totale delle vendite forzate potrebbe arrivare tra gli 8 e gli 11 miliardi di $, cioè più o meno il 15-20% della capitalizzazione di MicroStrategy.
Nonostante tutto ciò, Michael Saylor continua a comprare Bitcoin, che per lui resta una strategia di tesoreria di lungo periodo. Nel breve e medio termine però, tutta questa storia sarebbe un bel problema per il titolo: vendite forzate, meno liquidità e condizioni più complicate per raccogliere capitale.
Cosa succederà a MicroStrategy se Bitcoin scende sotto i 74.000 $?
Con tutto quello che sta succedendo adesso, l’unica cosa che potrebbe davvero dare una mano a MicroStrategy sarebbe che Bitcoin resistesse al periodo ribassista. Ma non lo sta facendo, e per questo le probabilità che BTC scenda sotto i 74k sono piuttosto alte.
Sarà la fine di MicroStrategy e di Michael Saylor? No, assolutamente no. Non ci sono rischi immediati di vendite forzate o margin call. La maggior parte degli 8 miliardi di $ di debito della società è in note convertibili che scadono tra il 2027 e il 2032.
MicroStrategy ha già passato periodi molto peggiori, due volte. Soprattutto nel 2022, quando parecchi pensavano davvero che il fallimento fosse dietro l’angolo. Oggi l’azienda è ancora ampiamente in profitto sul suo stack di Bitcoin, la struttura del debito è la più pulita che abbia mai avuto, e la vera minaccia nuova è solo l’esclusione dagli indici.
They’ll say we got lucky.
— Michael Saylor (@saylor) November 20, 2025
Quella sì, farebbe male al titolo per via delle vendite passive forzate. Ma non mette a rischio l’azienda, né la obbliga a vendere i suoi Bitcoin. E Saylor probabilmente resterà dov’è.
Punti Chiave
- MicroStrategy si trova davvero sotto pressione per la revisione degli indici MSCI e per il possibile scivolone di Bitcoin sotto i 74k. Ma niente di tutto questo la obbliga a vendere BTC o mettere in discussione la sopravvivenza dell’azienda.
- MSTR potrebbe subire vendite forzate pesanti e parecchia volatilità sul titolo. Però il debito è a lungo termine, lo stack di BTC è ancora in profitto e Saylor resta totalmente convinto di continuare a tenere.
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