Nelle ultime notizie relative alla SEC e al settore crypto, riflettiamo sul 19 maggio 2025, data in cui Coinbase è diventata la prima società nativa digitale ad essere ammessa nell’S&P 500. Si tratta dello stesso indice che traccia trilioni di dollari in investimenti passivi e che è presente nei conti pensionistici di milioni di americani. Il titolo COIN aveva già registrato un balzo del 24% circa il giorno dell’annuncio e, entro giugno 2025, è diventato il componente con la migliore performance dell’intero indice.
Questo traguardo storico è arrivato quasi esattamente due anni dopo che la SEC aveva citato in giudizio Coinbase in una delle azioni esecutive più significative nella storia delle criptovalute. Un caso che l’agenzia ha infine archiviato con zero sanzioni, zero modifiche richieste al modello di business di Coinbase e un risparmio stimato di 50 milioni di dollari all’anno in spese legali per l’azienda.
L’articolo analizza una tensione centrale: Coinbase è stata citata in giudizio in un caso in cui la SEC sosteneva di poter dimostrare l’illegalità dell’intero exchange; eppure, tre anni dopo, l’azienda non ha pagato nulla, non ha cambiato nulla ed è entrata nel più prestigioso indice azionario americano. Cosa è successo realmente tra giugno 2023 e maggio 2025, e cosa significa questo per il futuro della regolamentazione crypto?
🚨COINBASE-BACKED CRYPTO GROUP URGES SENATE TO PASS THE CLARITY ACT
— Coin Bureau (@coinbureau) June 8, 2026
Stand With Crypto, an advocacy group launched by Coinbase, says more than 200 organizations have sent a letter to US Senate urging lawmakers to bring the CLARITY Act to the floor without delay. pic.twitter.com/y8NcxJE2HN
La causa SEC contro Coinbase: le accuse originali
La causa intentata dalla SEC il 6 giugno 2023 paragonava la situazione a quella di un ispettore cittadino che scopre un ristorante operante senza licenza e che serve cibo potenzialmente illegale. La SEC accusava Coinbase di operare come borsa valori nazionale, broker e agenzia di compensazione non registrata, oltre a offrire titoli non registrati attraverso il suo prodotto di staking-as-a-service.
L’argomento centrale dell’agenzia era che diversi token quotati su Coinbase, tra cui SOL, ADA e MATIC, fossero titoli (securities) secondo la legge statunitense basata sul Howey Test, che richiede un investimento in un’impresa comune con l’aspettativa di profitti.
Se la visione della SEC avesse prevalso, il modello di business di Coinbase sarebbe stato radicalmente alterato. In seguito a un precedente avviso Wells che indicava l’imminente azione esecutiva, le azioni COIN erano scese di circa il 12% il giorno in cui è stata depositata la causa.
Il CEO Brian Armstrong e il Chief Legal Officer Paul Grewal hanno risposto con fermezza, sostenendo che i token crypto non rientrano nella definizione di Howey e criticando l’approccio normativo della SEC basato esclusivamente sull’applicazione forzata (enforcement). Le implicazioni di questo caso vanno ben oltre i confini di Coinbase.
Tre anni di battaglia: la strategia di Coinbase contro la SEC
Big month @Coinbase:
— Brian Armstrong (@brian_armstrong) June 3, 2026
– First company bringing global crypto perps + options to the US in a compliant way
– Official USDC treasury deployer for @HyperliquidX
– Gold & silver perps now live outside the US (coming to the US soon)
– Partnered with Standard Chartered to expand global… https://t.co/5aZAv4iLfA
La battaglia legale si è sviluppata in fasi distinte, ognuna delle quali ha spostato l’equilibrio di potere in modi non sempre evidenti in tempo reale.
Giugno 2023 – L’inizio della causa. La SEC deposita l’atto presso il distretto meridionale di New York. Coinbase annuncia che combatterà invece di patteggiare, una scelta strategica che l’ha distinta da molte altre società crypto che hanno preferito raggiungere accordi con i regolatori nello stesso periodo.
Marzo 2024 – Una sentenza interlocutoria. Il 27 marzo 2024, la giudice Katherine Polk Failla si è schierata in gran parte con la SEC nella fase preliminare, stabilendo che l’agenzia aveva adeguatamente sostenuto che diversi token su Coinbase e il suo programma di staking comportassero transazioni di titoli. La giudice ha respinto solo la richiesta più marginale della SEC relativa a Coinbase Wallet. La sentenza ha mantenuto il caso aperto, lasciando una significativa incertezza legale su Coinbase in vista di un anno elettorale.
Gennaio 2025 – Il vento cambia direzione. Due sviluppi si sono susseguiti rapidamente. La Corte d’Appello del Terzo Circuito ha stabilito che il rifiuto della SEC alla petizione di Coinbase del 2022 per una regolamentazione specifica sulle crypto era “sbrigativo e insufficientemente motivato”, intimando all’agenzia di fornire spiegazioni reali. Separatamente, la SEC ha riassegnato il legale senior che guidava i casi di enforcement crypto a un ruolo interno legato all’IT; una mossa interpretata dagli esperti legali come il segnale che l’approccio aggressivo dell’agenzia stava volgendo al termine.
27 febbraio 2025 – Archiviazione con pregiudizio. Sotto una nuova guida della SEC e un chiaro cambio di rotta politica, l’agenzia ha presentato una mozione congiunta per archiviare il caso. Il documento della SEC ha specificato che l’archiviazione “non era basata su alcuna valutazione del merito delle rivendicazioni”, un riconoscimento esplicito del fatto che si trattasse di una decisione politica e non di una sconfitta in aula. Nessuna sanzione. Nessun cambiamento operativo richiesto. Il caso era chiuso. Coinbase ha stimato un risparmio di oltre 50 milioni di dollari annui in costi legali. Il passaggio verso quadri normativi legislativi come il CLARITY Act ha contribuito a rimodellare l’ambiente operativo della SEC.
S&P 500 e zero sanzioni: il futuro della regolamentazione

Una lettura superficiale della storia di Coinbase suggerirebbe che l’azienda sia stata semplicemente fortunata grazie a un cambio di amministrazione che l’ha salvata da un caso potenzialmente perdente. Tuttavia, Coinbase ha combattuto per quasi due anni, ottenendo progressi significativi nel Terzo Circuito e costruendo un precedente legale che ha sfidato l’approccio della SEC.
Gli analisti di Manatt hanno osservato che la fine della causa contro Coinbase e la sospensione di un caso correlato contro Binance segnano il passaggio da un contenzioso avversariale a una definizione cooperativa delle politiche per gli asset digitali. La strategia della SEC di utilizzare il test di Howey contro gli exchange è stata, per ora, accantonata.
L’inclusione di Coinbase nell’S&P 500 il 19 maggio 2025 ha rappresentato una pietra miliare, garantendo a milioni di americani un’esposizione indiretta alle crypto attraverso i propri risparmi. Il CEO Brian Armstrong ha interpretato questo evento come la prova dell’accettazione mainstream degli asset digitali.
Tuttavia, rimangono delle sfide, tra cui un’indagine della SEC descritta come un’eredità del passato e una causa privata incentrata su presunte dichiarazioni errate a livello normativo. Mentre la nuova Crypto Task Force della SEC si sta muovendo verso la creazione di regole chiare, manca ancora un quadro normativo completo. Coinbase sta ora espandendo strategicamente la propria presenza in nuovi mercati, sfruttando questi sviluppi legali per crescere ulteriormente.
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