Il team di Pi Network ha annunciato di aver risolto due storici colli di bottiglia che bloccavano oltre 914.000 Pioneer nel processo di verifica dell’identità (KYC) e nella migrazione alla Mainnet, secondo quanto riportato in un blog post ufficiale pubblicato dal Pi Core Team venerdì scorso (18 settembre).

Di questo totale, più di 417.000 account precedentemente segnalati per sospetta duplicazione possono ora procedere nel processo KYC, dopo che ulteriori valutazioni hanno confermato la loro autenticità. Parallelamente, un gruppo di 497.000 utenti con wallet “Fast-Track” verrà sbloccato grazie a un aggiornamento che il team prevede di distribuire entro la prossima settimana.

Tuttavia, nessuna delle due soluzioni garantisce un’approvazione finale automatica. Pi Network ha precisato che la risoluzione degli account duplicati non sostituisce gli altri requisiti KYC vigenti: ciò significa che questi 417.000 utenti dovranno comunque superare i controlli rimanenti prima che il loro stato sia completamente verificato.

Questa notizia positiva è arrivata mentre la crypto PI ha iniziato la settimana con un rialzo del +4,8% nelle ultime 24 ore. Nonostante ciò, il token registra ancora un calo del 9% negli ultimi sette giorni, rendendo il movimento rialzista giornaliero solo un primo passo verso il recupero. Dato ancora più preoccupante, PI segna una perdita del -75% dall’inizio dell’anno.

News Pi Crypto: cosa cambia concretamente per gli utenti bloccati?

Il primo intervento riguarda i Pioneer i cui account erano rimasti intrappolati in una revisione per sospetta duplicazione, uno dei vari casi limite integrati nel sistema di verifica di Pi per distinguere gli utenti reali dai bot e dai malintenzionati.

Dopo un’analisi più approfondita, Pi Network ha stabilito che gli account segnalati non erano duplicati, aprendo la strada a questi utenti per proseguire l’iter KYC.

La seconda correzione affronta un intoppo più tecnico. Alcuni Pioneer avevano ricevuto il proprio wallet Mainnet attraverso il processo Fast-Track di Pi, che in seguito è servito come wallet di destinazione per il saldo migrato sulla rete principale.

Poiché tali wallet non erano stati creati tramite il percorso standard di migrazione e KYC, molti non disponevano di una quantità sufficiente di token PI per coprire le gas fee necessarie a riscattare i fondi migrati. L’imminente aggiornamento è progettato per colmare questo divario tra i due percorsi KYC e prevenire il ripetersi del problema in futuro.

Ulteriori correzioni integrate nell’aggiornamento

Insieme ai due interventi principali, Pi Network ha introdotto diverse piccole modifiche tecniche. L’app KYC gestisce ora le risorse di sistema in modo più efficiente durante l’elaborazione video basata sul machine learning, il che, secondo il team, dovrebbe ridurre gli errori che in precedenza causavano il blocco delle domande.

I Pioneer rimasti bloccati con il precedente processo di verifica Yoti a causa della mancanza di dati sul controllo di vitalità (liveness-check) possono ora inviare nuovamente la domanda. Inoltre, la logica del liveness-check è stata ottimizzata per funzionare su dispositivi più vecchi o con specifiche tecniche inferiori, che in precedenza fallivano il controllo.

Pi sta inoltre conducendo una prova graduale di un mese per l’acquisizione dell’impronta palmare per alcuni utenti a cui è richiesto di completare più controlli di vitalità; questa funzione è presentata come un ulteriore livello di verifica dell’autenticità umana che non richiede di mostrare il volto.

Separatamente, gli utenti indonesiani respinti per aver presentato un documento d’identità KIA, che Pi non accetta più per il KYC, possono ora riprovare utilizzando un altro documento supportato.

Perché Pi gestisce le correzioni a scaglioni

Il sistema di migrazione Mainnet e KYC di Pi Network esegue molteplici controlli stratificati, pensati per far passare i veri Pioneer filtrando al contempo bot, account duplicati e violatori delle policy.

Quando un caso limite specifico blocca un gruppo di utenti, Pi afferma che sono necessarie soluzioni tecniche personalizzate, che devono essere sviluppate, testate e rilasciate prima che quel lotto possa avanzare; ecco perché lo sblocco tende ad avvenire a ondate piuttosto che in modo continuo.

Per i lettori che seguono la roadmap più ampia della rete, la recente copertura sull’aggiornamento del protocollo v27 di Pi Network e sugli sviluppi della Mainnet offre ulteriore contesto su come la migrazione si inserisca nella più vasta spinta tecnica del network.

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Federico Cappellini

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