Una nuova promessa di “tariff dividend”, ossia assegni finanziati con i proventi dei dazi, arriva mentre Bitcoin si muove vicino ai suoi massimi storici, preparando il terreno per un quarto trimestre che potrebbe mettere alla prova il legame tra politiche fiscali e mercato crypto.
Secondo Reuters, la Casa Bianca sta valutando rimborsi tra 1.000$ e 2.000$ a persona, un’idea che l’ex presidente Donald Trump ha definito “un dividendo per il popolo” in una recente intervista.
Le dichiarazioni arrivano mentre Bitcoin scambia vicino ai massimi di sempre e gli ETF spot su BTC negli Stati Uniti continuano a registrare forti afflussi.
La proposta, emersa in settimana durante un’intervista a One America News, ha ricevuto ampia copertura mediatica, ma non esiste ancora un disegno di legge né una struttura operativa definita dal Tesoro.
I mercati si interrogano su quanto tali rimborsi, se realmente approvati, potrebbero stimolare la spesa delle famiglie e aumentare l’appetito per il rischio nell’ultimo trimestre del 2025.
Come il piano dei rimborsi da 2.000 $ di Trump potrebbe influenzare Bitcoin e il mercato crypto
Trump ha spiegato che il piano collegherebbe direttamente i rimborsi agli introiti dei dazi, presentandoli in parte come misura di compensazione per i costi dei dazi stessi, e in parte come strumento di riduzione del debito federale.
In passato, i funzionari del Tesoro avevano sottolineato l’importanza di destinare i ricavi dei dazi al contenimento del debito pubblico. Le proiezioni sui ricavi restano tuttavia incerte, e non è ancora chiaro come i fondi verrebbero distribuiti.
Il dibattito avviene in un momento di forte solidità del comparto crypto: gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato circa 985 milioni di dollari in afflussi netti il 3 ottobre, con BlackRock’s IBIT in testa per il quinto giorno consecutivo di “Uptober”.
Nel frattempo, gli operatori guardano anche alla riunione della Federal Reserve del 29 ottobre, con alte probabilità di un taglio dei tassi, un altro potenziale stimolo per gli asset più rischiosi.
Questa settimana, Trump ha ribadito a One America News che l’importo dei rimborsi potrebbe variare tra 1.000$ e 2.000$ a persona, come dividendo basato sulle entrate doganali. Il piano resta però in sospeso in attesa dei dettagli su tempistiche e criteri di accesso.
Al momento della pubblicazione, Bitcoin si muoveva intorno ai 122.000 $, vicino ai massimi di agosto, mentre i principali indici azionari statunitensi — Dow Jones e S&P 500 — hanno chiuso la settimana su nuovi massimi storici, segnale di resilienza nonostante il perdurare dello shutdown governativo.
I rimborsi proposti da Trump potrebbero innescare una nuova “stimmy rally” per le crypto?
Se approvati, assegni di questa portata ricorderebbero i famosi “stimmy checks” del 2020–21, che coincisero con un’esplosione di interesse e partecipazione nel mercato crypto.
Tuttavia, il contesto attuale è diverso: le pressioni inflazionistiche generate dai dazi restano elevate lungo le catene di fornitura, mentre la Federal Reserve valuta tagli dei tassi in risposta a segnali di rallentamento ciclico.
Le probabilità di un taglio dei tassi nella riunione del 29 ottobre restano alte, secondo lo strumento CME FedWatch, e potrebbero favorire una maggiore esposizione verso asset rischiosi come azioni e criptovalute.
I mercati ora attendono la pubblicazione di una proposta ufficiale o di un disegno di legge che chiarisca le modalità di erogazione dei rimborsi, i criteri di ammissibilità e la sostenibilità dei fondi.
Con la decisione della Fed all’orizzonte e afflussi ETF ancora forti, gli investitori si chiedono se la narrativa del “nuovo stimmy” diventerà il catalizzatore del Q4 per il mercato crypto — o solo un rimbalzo temporaneo.
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