Nelle ultime notizie su XRP, Sony Interactive Entertainment ha rilasciato una dichiarazione ufficiale alla fine di maggio 2026, confermando che non esistono piani per integrare XRP o altre criptovalute di terze parti nel PlayStation Network (PSN) per pagamenti o premi.

La smentita è giunta dopo che un rumor riguardante un’imminente partnership tra Sony e Ripple aveva innescato un aumento del prezzo dell’8%, seguito da un brusco sell-off non appena la posizione ufficiale dell’azienda è diventata pubblica.

Il divario tra quanto affermato dalle indiscrezioni e la realtà tecnica e normativa è estremamente ampio. Comprendere questa distanza rappresenta il vero nocciolo della questione in questa vicenda.

La smentita di Sony arriva mentre XRP registra un calo dello 0,4% nelle ultime 24 ore. L’asset è attualmente scambiato a 1,36$, dopo una perdita del 2,2% nell’ultima settimana che ha portato alla rottura del cruciale livello di supporto a 1,40$.

XRP News: Ripple su PlayStation, cosa dicevano davvero i rumor

L’indiscrezione specifica secondo cui il PSN avrebbe integrato i pagamenti in XRP entro il secondo trimestre del 2026 sembra provenire da account promozionali crypto su X e Facebook, in particolare post circolati tramite Coinvo e amplificati da piccoli blog aggregatori come Timestabloid e HokaNews. Entrambe le testate, va riconosciuto, avevano specificato che “non esiste alcuna conferma ufficiale” e che i report “rimangono speculativi”, ma tali avvertenze sono andate perse durante la condivisione virale.

Ad alimentare il rumor è stato un reale brevetto Sony dei primi mesi del 2024, che discuteva la proprietà di NFT cross-platform e “asset digitali”. Alcuni influencer sui social media hanno reinterpretato quel documento come prova di un’integrazione imminente di XRP, un salto logico che il testo del brevetto non supporta affatto.

XRP non viene mai menzionato nel documento. Si tratta di un classico schema: un documento aziendale legittimo viene privato del suo contesto, vi si sovrappone una narrazione speculativa e la community riempie i vuoti con ciò che desidera sia vero.

È interessante notare che rivendicazioni simili non verificate sono apparse simultaneamente riguardo a Bitcoin ed Ethereum su PSN, circolando su Instagram senza alcun deposito ufficiale o annuncio da parte degli sviluppatori a supporto.

La posizione di Sony sulla tecnologia Blockchain

La dichiarazione di Sony è stata inequivocabile su un punto: attualmente non ci sono piani per integrare XRP o criptovalute esterne nel PSN. I portavoce hanno aggiunto che, sebbene Sony esplori la tecnologia blockchain — citando la rete Sony Soneium e il lavoro più ampio sull’infrastruttura Web3 — l’azienda rimane “estremamente cauta” nell’integrare asset esterni volatili in un ecosistema chiuso che serve oltre 100 milioni di utenti attivi.

Tuttavia, la smentita non esclude il lavoro di Sony su una propria stablecoin proprietaria. Nikkei aveva riportato nel dicembre 2023 che Sony Bank, attraverso la divisione BlockBloom, stava esplorando una stablecoin regolamentata ancorata al dollaro USA da utilizzare per acquisti sul PlayStation Store, abbonamenti PSN e contenuti Crunchyroll.

Tale progetto è esplicitamente concepito come un sistema di pagamento chiuso e controllato da Sony, l’esatto opposto dell’integrazione di un token pubblico come XRP. L’obiettivo di Sony è ridurre le commissioni di Visa e Mastercard utilizzando una blockchain di proprietà, non un registro che non può controllare.

La smentita riguarda XRP, ma lascia la porta aperta agli asset emessi da Sony. Si tratta di concetti molto diversi, e confonderli è proprio ciò che darà il via al prossimo ciclo di rumor.

L’ostacolo normativo per i colossi del tech

Mentre i blocchi tecnici possono essere risolti con tempo e investimenti, le questioni normative sono più lente e imprevedibili. Qualsiasi piattaforma che elabori pagamenti in crypto per utenti statunitensi deve conformarsi al Bank Secrecy Act, che include requisiti KYC (Know Your Customer) e AML (Antiriciclaggio). Con operazioni in oltre 70 paesi, il PSN deve affrontare un panorama di conformità complesso che richiede anni di sforzi legali e ingegneristici.

In altre notizie correlate, XRP deve affrontare sfide normative proprie, specialmente a seguito della causa della SEC contro Ripple, che ha lasciato incertezza sullo status di XRP nelle vendite sul mercato secondario. Il CLARITY Act, ancora in fase di dibattito a maggio 2026, potrebbe fornire maggiore chiarezza, ma non è ancora stato approvato.

Aziende come Sony preferiscono la certezza normativa e hanno focalizzato i propri prodotti finanziari su asset regolamentati; questo spiega perché l’adozione istituzionale di XRP sia passata attraverso la custodia sicura e le strutture ETF, piuttosto che tramite integrazioni in piattaforme consumer.

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Federico Cappellini

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