Bitcoin è scivolato sotto i 76.000 $ durante il fine settimana, rompendo il prezzo medio di carico (cost basis) dell’enorme riserva di MicroStrategy (Strategy). Il movimento ha cancellato circa 3.000 $ di valore in pochi minuti, mentre le vendite forzate travolgevano i bassi volumi di scambio tipici del weekend. Questo crollo colpisce un mercato già teso a causa del rallentamento della domanda per gli ETF e dell’aumento della leva finanziaria.
Il prezzo non è riuscito a mantenere la soglia degli 80.000 $, precipitando verso i 75.000 $, un livello che non si vedeva dai minimi registrati durante il panico di aprile 2025.
As #Bitcoin fell below $75,000, Michael Saylor(@saylor)'s @Strategy's 712,647 $BTC is now facing an unrealized loss of over $900M.https://t.co/iFtYbgyI3Q pic.twitter.com/p3gQpkzDuU
— Lookonchain (@lookonchain) February 2, 2026
Leggi anche: La risposta breve è: liquidazioni. Quando i trader prendono in prestito denaro per scommettere sul rialzo di Bitcoin, gli exchange vendono automaticamente le loro posizioni se il prezzo scende troppo. Questo fine settimana, oltre 2 miliardi di dollari in posizioni “long” con leva finanziaria sono andati in fumo nell’intero settore crypto. Una singola posizione, del valore di circa 1 miliardo di dollari, è esplosa in pochi minuti. I bassi volumi del weekend hanno reso il movimento ancora più drammatico, innescando una cascata di liquidazioni. Al momento, i riflettori sono puntati su livelli critici: i 74.500 $ e la zona psicologica dei 69.000 $ (il massimo storico del 2021). Una rottura al ribasso di queste aree potrebbe accelerare la paura e la pressione di vendita. Alcuni analisti prevedono un possibile supporto tra i 70.000 $ e i 75.000 $, mentre le previsioni più ribassiste indicano un ritorno verso i 50.000 $, qualora i deflussi dagli ETF e il deleveraging dovessero intensificarsi. Tuttavia, i modelli storici mostrano che i picchi nei rimborsi degli ETF spesso coincidono con i minimi locali di prezzo (local bottoms), preparando potenzialmente il terreno per una ripresa nel corso del 2026. Leggi anche: Oggi, 2 febbraio 2026, il mercato ha raggiunto un punto di rottura psicologico: per la prima volta dopo mesi di rally, il prezzo di Bitcoin è scivolato sotto il prezzo medio di carico di MicroStrategy (Strategy). L’azienda guidata da Michael Saylor detiene attualmente circa 712.647 BTC, acquistati a un prezzo medio di circa 76.040 $. Con il drop del weekend che ha spinto Bitcoin verso i 74.500 $, la colossale riserva della società — valutata oltre 42 miliardi di dollari — è passata tecnicamente “in rosso” (un’unrealized loss di circa 900 milioni di dollari nel momento peggiore). ₿uilt for the Long Run. pic.twitter.com/8lAofMd0xc — Michael Saylor (@saylor) January 31, 2026 Anche l’oro ha subito un crollo drammatico. I future su oro e argento hanno colpito ripetutamente i limiti di negoziazione (circuit breaker) in una singola sessione: l’oro è sceso tra il 9% e il 12%, mentre l’argento ha registrato un crollo record fino al 27% nel picco della volatilità, prima di accennare a parziali rimbalzi. A livello globale, il prezzo spot dell’oro è sceso di oltre il 6%, scivolando sotto i 4.600 $ l’oncia. Si tratta di uno dei cali giornalieri più ripidi degli ultimi dieci anni, capace di incenerire circa 2,2 trilioni di dollari di valore di mercato in pochissime ore. I flussi degli ETF confermano lo stesso scenario di fuga. Il fondo spot su Bitcoin di BlackRock (IBIT) ha registrato deflussi per circa 500 milioni di dollari nell’ultima settimana a causa dell’impennata della volatilità. Quando la domanda degli ETF rallenta e la leva finanziaria rimane elevata, i crolli dei prezzi diventano molto più violenti. Bitcoin ha già superato ribassi ben più profondi di questo, compreso il collasso del 2022 legato al fallimento di grandi exchange. Gli investitori a lungo termine focalizzano la propria attenzione sul tempo, non sulle singole candele del fine settimana. A commentare questo scenario di incertezza globale è intervenuto anche Ryan Lee, Chief Analyst di Bitget, che ha evidenziato come il movimento attuale somigli più a una pulizia tecnica dei mercati che a un crollo definitivo. “Il recente ribasso di Bitcoin al di sotto dei 75.000 dollari ed Ethereum sotto i 2.200 dollari è guidato principalmente dai sentimenti negativi nel settore crypto, seguiti dai ritracciamenti dell’oro e dei metalli preziosi in quella che si configura come una classica correzione,” spiega Lee. “L’incertezza legata alla nuova presidenza della Fed e le più ampie preoccupazioni sulla liquidità macroeconomica indicano che si tratti di un evento di deleveraging amplificato da uno shock macro, piuttosto che di un cambiamento strutturale.” L’analista di Bitget sottolinea però la resilienza del settore: “Sebbene il potere d’acquisto sottostante nell’ecosistema crypto rimanga forte, i rischi a breve termine derivanti da liquidazioni a cascata potrebbero esacerbare la volatilità. Per quanto riguarda Bitcoin, prevedo oscillazioni a breve termine tra i 70.000 e gli 80.000 dollari, mentre Ethereum potrebbe muoversi tra i 1.800 e i 2.600 dollari. La stabilizzazione potrebbe essere confermata da un rimbalzo dell’indice ‘Fear & Greed’ sopra quota 40.” Attualmente, gli analisti osservano con attenzione i 74.500 $ e persino la zona psicologicamente fondamentale dei 69.000 $ (il picco storico del 2021) come possibili aree di stress. Una rottura di questi livelli potrebbe accelerare la paura e la pressione di vendita.
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