Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha preso posizione contro i recenti mandati di comparizione emessi dal Dipartimento di Giustizia americano (DOJ), definendoli una manovra politica che potrebbe mettere in pericolo l’indipendenza della Fed. Nel frattempo, Bitcoin ha reagito a malapena, rimanendo all’interno del suo recente range di prezzo, poiché la maggior parte dei trader guardava già alla prossima decisione sui tassi di interesse.
La preoccupazione rimane latente in tutti i mercati. Quando la politica inizia a condizionare i tassi di interesse, infatti, le ripercussioni si estendono rapidamente al mercato azionario, a quello immobiliare e al comparto crypto.
Cosa è successo e perché Powell si è opposto
Il Dipartimento di Giustizia ha inviato dei mandati di comparizione legati alla testimonianza resa da Powell nel 2025 in merito ai lavori di ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve. Powell ha replicato pubblicamente, avvertendo che una simile iniziativa rischia di trasformare le decisioni sui tassi di interesse in meri strumenti politici.
🚨BREAKING: Jerome Powell has officially been referred to the DOJ for criminal investigation, for lying under oath.
Do you think anything will actually happen to him? pic.twitter.com/WZn9KETvYm
— Derrick Evans (@DerrickEvans4WV) July 21, 2025
Dichiarazioni di questo tenore sono piuttosto rare. La Fed e il Dipartimento di Giustizia, infatti, non entrano quasi mai in contrasto pubblicamente in modo così esplicito.
In parole povere, la Fed ha il controllo sui tassi di interesse, i quali determinano quanto sia oneroso prendere in prestito il denaro. Se la politica esercita pressioni sulla Fed, i tassi potrebbero variare per logiche di consenso elettorale anziché per ragioni puramente economiche, alimentando l’incertezza generale.
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Perché ciò è legato ai prezzi delle crypto
La Fed ha due compiti principali: tenere sotto controllo l’inflazione e sostenere un’occupazione stabile. Potremmo immaginarla come gestire contemporaneamente la temperatura e la velocità di un’auto.
Quando la Fed rimane neutrale, i mercati possono pianificare in anticipo. Tuttavia, quando entra in gioco la politica, la pianificazione diventa più difficile.
Le criptovalute reagiscono rapidamente ai cambiamenti nelle aspettative sui tassi di interesse. Tassi più alti spesso allontanano i capitali da Bitcoin e altcoin, poiché le opzioni più sicure diventano più attraenti.
Tassi più bassi spingono nuovamente il denaro verso gli asset di rischio. Ecco perché ogni segnale della Fed scuote già i prezzi, come abbiamo visto durante i recenti cicli dei risultati del FOMC.
Se la fiducia nella Fed dovesse vacillare, queste oscillazioni potrebbero farsi più violente. I capitali si spostano più velocemente, così come il panico. Per gli investitori meno esperti, ciò può trasformare piccoli errori di tempismo in perdite consistenti.
Le pressioni politiche sulla Fed non sono una novità
Già in passato diversi presidenti hanno criticato i vertici della Fed. Negli anni ’70, Nixon esercitò forti pressioni su Arthur Burns. Più recentemente, Trump ha attaccato regolarmente Powell durante la fase di rialzo dei tassi nel 2018 e nel 2019.
Tuttavia, l’invio di mandati di comparizione rappresenta un passo che va ben oltre la semplice critica pubblica.
Questo scontro giunge in una fase in cui le normative sulle crypto si stanno inasprendo anche in altri settori. La SEC ha recentemente definito le modalità con cui i prodotti negoziati in borsa (ETP) legati alle crypto debbano conformarsi alle leggi sui titoli, conferendo maggiore struttura ai mercati. Quando le diverse agenzie governative agiscono in direzioni contrastanti, gli investitori rischiano di ricevere segnali incoerenti.
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Quanto sta accadendo non implica un cambiamento immediato dei tassi d’interesse. Powell detiene ancora il controllo sulle decisioni di politica monetaria e i mercati ne sono consapevoli.
Tuttavia, la credibilità è come la fiducia: una volta intaccata, richiede molto tempo per essere ricostruita.
Per chi detiene criptovalute, i principi fondamentali di sicurezza restano invariati. Ovvero, evitare il ricorso al debito per investire, mantenere dimensioni delle posizioni ragionevoli e prepararsi a movimenti repentini qualora politica e tassi d’interesse dovessero entrare in collisione, come già accaduto in precedenti fasi di tensione legate alla Fed.
Powell ha tracciato un confine netto. Se questo limite verrà rispettato, i mercati tenderanno a stabilizzarsi. In caso contrario, il settore crypto sarà probabilmente il primo a reagire con forza.
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