Bitcoin mostra una sorprendente compostezza dopo alcuni pesanti cali, mentre Ether, XRP e SOL seguono lo stesso percorso contro il dollaro. Analizzando i dati odierni, i ricorrenti rumors su un intervento dello yen risultano familiari e potrebbero dettare l’azione dei prezzi delle criptovalute.
Nella fase di apertura della sessione odierna, Bitcoin, Ether, SOL e XRP presentano tutti lo stesso sentiment neutrale. Le posizioni short hanno leggermente superato quelle long durante la fase di consolidamento dei prezzi. Sorprendentemente, l’argento tokenizzato è l’asset che ha contribuito maggiormente alle liquidazioni degli short. Tuttavia, a giudicare dai soli numeri delle liquidazioni, si nota che al momento il volume è inesistente.

Bitcoin viene messo alla prova
Bitcoin oscilla nell’area degli 88.400 $, testando nuovamente i livelli di supporto. I dati sul posizionamento mostrano una flessione dei “long” (posizioni rialziste) a circa il 48% complessivo, con Binance che si attesta vicino al 45%: una chiara inclinazione verso la cautela. Per il Bitcoin, la preoccupazione immediata riguarda l’apertura mensile a quota 87.500 $. Qualora dovesse cedere, il grafico aprirebbe le porte alla regione degli 86.300 $, che coincide con i minimi recenti.
Gli scenari rialzisti per Bitcoin (BTC/USD) rimangono molto specifici. I cluster di liquidità tra 89.800 $e 90.500$ continuano a fungere da “uscita affollata”: molto interesse, ma poco spazio di manovra. Un rifiuto in quest’area potrebbe facilmente alimentare un altro tentativo di short squeeze, mentre una netta rottura al rialzo riporterebbe i 91.400 $ sotto i riflettori. Strutturalmente, il Bitcoin appare ancora integro, sebbene leggermente indebolito. Detto ciò, i deflussi dagli ETF spot, che hanno totalizzato oltre un miliardo di dollari in cinque giorni, non rappresentano esattamente un fattore che alimenta la fiducia degli investitori.

Leggi anche: Ether (ETH/USD) viene scambiato sopra i 2.900 $, restando circa il 40% al di sotto del suo massimo storico di 4.954 $. Questo dato appare ancora più critico se confrontato con l’andamento dell’oro, che ha recentemente superato quota 5.000 $ l’oncia (toccando record storici proprio in questi giorni di gennaio 2026), considerando che il metallo prezioso valeva circa 3.000 $ nel periodo in cui Ether raggiungeva il suo picco massimo. Nonostante la pressione, i minimi mensili registrati tra novembre e gennaio hanno tenuto, ricalcando il pattern osservato nel 2024, dove una fase di consolidamento silenzioso ha preceduto un’inversione rialzista. Se Ether riuscirà a mantenere i propri livelli di supporto contro il dollaro, il mese di febbraio potrebbe riservare sorprese positive verso l’alto. Rispetto a Bitcoin, Ether continua a mostrare una performance sottotono, principalmente a causa della preferenza istituzionale per asset considerati più solidi e definiti. Finché la coppia ETH/USD non recupererà con decisione i 3.050 $, spinta da una domanda reale, lo scenario base rimarrà quello dei ritracciamenti. I dati on-chain indicano tuttavia che gli indirizzi attivi sono stabili, se non in crescita, e i volumi di transazione stanno mantenendo un ritmo sostenuto in questo inizio d’anno. Solana (SOL), d’altra parte, si attesta a 124 $. La domanda è fortemente concentrata tra i 119 $ e i 120 $, livelli che fungono da cuscinetto affidabile per il prezzo. Un superamento dei 125 $ su timeframe brevi potrebbe aprire la strada verso l’area 130-137 $, sebbene la zona compresa tra i 150 $ e i 160 $ appaia ancora come un obiettivo di lungo periodo. Il TVL (Total Value Locked) di Solana si attesta intorno agli 8 miliardi di dollari — una cifra ben lontana dall’ecosistema di Ether, ma la crescita prosegue nonostante le recenti tensioni legate alla proposta sull’inflazione. Il voto respinto non ha destabilizzato la coppia SOL/USD, principalmente perché il meccanismo era già esistente. Leggi anche: La coppia XRP/USD viene scambiata a 1,90 $, al di sotto del consueto supporto psicologico dei 2 $, in una fase di consolidamento. Gli analisti hanno indicato quota 1,82 $ come il supporto chiave da monitorare: una rottura al di sotto di questo livello potrebbe causare un rapido peggioramento del sentiment. Al momento, l’atteggiamento del mercato verso XRP rimane neutrale, con volumi di transazione che si mantengono stabili. La solidità e la diffusione della “XRP Army” (la comunità dei sostenitori) continuano a rappresentare un pilastro fondamentale che permette al prezzo di resistere con forza. 🇺🇸 THE FED IS PREPARING TO SELL U.S. DOLLARS AND BUY JAPANESE YEN FOR THE FIRST TIME THIS CENTURY. The New York Fed has already done rate checks, which is the exact step taken before real currency intervention. That means the U.S. is preparing to sell dollars and buy yen. This… pic.twitter.com/7xFReOFoDo — Bull Theory (@BullTheoryio) January 25, 2026 Per noi, tuttavia, i rischi macroeconomici persistono. L’intervento sullo yen ha già rafforzato la valuta e causato in passato lo smobilizzo dei carry trade, in particolare nel 1985, quando le azioni salirono nel breve termine prima del famigerato crollo del 1987. Se a questo si aggiunge un potenziale shutdown del governo statunitense entro il 30 gennaio, l’incertezza aumenta. Bitcoin ed Ether hanno subito colpi più duri rispetto ai mercati azionari durante l’ultimo shutdown, un altro punto da considerare nel caso decidessimo di mettere al sicuro il nostro capitale in USD.
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