Negli ultimi mesi molti analisti hanno iniziato a chiedersi come distinguere le migliori altcoin dalle mille trovate pubblicitarie che nascono e muoiono nel giro di poche settimane, soprattutto ora che il prezzo di Bitcoin balla e l’umore del mercato cambia di continuo.

Dietro a grafici colorati e tweet esaltati, però, ci sono spesso storie molto concrete di soldi veri che entrano ed escono dai portafogli. Il caso delle crypto legate a Donald Trump e a sua moglie Melania è uno degli esempi più clamorosi di questo incrocio tra finanza, politica e marketing.

Un lungo rapporto di 45 pagine, firmato dal deputato democratico Jamie Raskin, accusa l’ex presidente di avere trasformato la Casa Bianca in una macchina per fare incassi con i token, parlando di oltre 800 milioni di dollari di vendite e di un “tesoretto” da 11 miliardi in token.

Scandali presidenziali e token di famiglia

Nel mirino non c’è solo una visione “pro-crypto”, ma un vero piano di auto-arricchimento. Il documento sostiene che non si parlava tanto di innovazione digitale, quanto di come sfruttare l’onda delle crypto per monetizzare la popolarità di famiglia e alleati.

La tensione è arrivata proprio mentre il mercato rallentava. La capitalizzazione complessiva delle crypto è scesa sotto i 3.000 miliardi di dollari e molti si sono chiesti se non fosse l’ennesimo segnale che il settore, per ripartire davvero, ha bisogno di meno show e più progetti solidi come Bitcoin e poche altre realtà strutturate.

In questo clima è riesploso anche il caso della coin dedicata a Melania Trump. Il token MELANIA, lanciato alla vigilia dell’insediamento alla Casa Bianca, era passato in poco tempo da pochi centesimi a 13,73 dollari, per poi crollare fino a 0,10 dollari, praticamente polvere.

Il caso Melania: dal boom al crollo

Nelle nuove carte depositate in tribunale, alcuni investitori accusano i creatori del progetto di avere organizzato un classico schema pump-and-dump: far salire il prezzo a suon di hype e marketing, per poi scaricare tutto sul mercato lasciando gli ultimi arrivati pieni di token senza valore.

Melania Trump non è indicata direttamente come responsabile, ma la sua immagine sarebbe stata usata come “decorazione di lusso”, giusto per dare un’aura di prestigio a quello che, secondo chi denuncia, era soprattutto un meccanismo di estrazione di valore dal pubblico.

Il messaggio di fondo è chiaro anche per chi si avvicina adesso al mondo delle crypto. Quando l’operazione ruota più sul volto famoso in copertina che su un’idea credibile, il rischio è che i primi a guadagnare siano gli insider e gli ultimi a entrare rimangano con il cerino in mano.

Fonte: Coingecko

World Liberty Financial e il gioco delle regole

Un altro fronte delicato riguarda World Liberty Financial, il progetto DeFi della famiglia Trump, che secondo il rapporto avrebbe beneficiato di decisioni politiche molto favorevoli al settore. Il token di WLFI sarebbe salito quasi di pari passo con alcune mosse regolatorie chiave.

Nel documento si parla di allentamento dei controlli della SEC, dello smantellamento dell’unità NCET del Dipartimento di Giustizia e, in generale, di una linea molto più morbida sulla supervisione delle crypto, proprio mentre arrivavano milioni di dollari legati a iniziative vicine all’ex presidente.

Raskin, senza giri di parole, definisce il tutto un piano di auto-arricchimento basato su accordi pay-to-play e interessi stranieri poco trasparenti. Sullo sfondo compaiono anche figure note del settore, come Justin Sun, citato per presunti flussi di capitali verso progetti allineati con l’area Trump.

Maxi Doge, la meme coin che punta in alto

Esplora Maxi Doge

Mentre Melania e Trump finiscono sotto accusa per avere “spremuto” i fan, Maxi Doge prova a posizionarsi come la nuova star tra le meme coin a tema animale, puntando alla corona lasciata da Shiba Inu e MOG con un mix di ironia e funzioni più moderne.

L’idea è semplice: mantenere lo spirito leggero delle le meme coin, ma affiancarlo a una struttura più vicina a un progetto Ethereum ben fatto. La raccolta in presale ha già superato 4,2 milioni di dollari, con un prezzo iniziale di 0,000271 dollari per token.

Circa un quarto della fornitura totale è destinato a premi per la community e a partnership con piattaforme di trading ad alta leva, così da creare fin da subito movimento e interesse. Chi detiene i token può anche metterli in staking, con rendimenti annunciati a tre cifre, oltre il 100%.

Tra meme e utilità: dove sta il confine

È chiaro che, nonostante la struttura più studiata, si parla comunque di una meme coin super speculativa. Il valore di progetto simili dipende tantissimo dall’energia della community, dalla capacità dei creators di mantenere vivo il racconto e dalla liquidità reale che entra nel tempo.

Rispetto alle operazioni “di facciata” legate a personaggi politici, però, un progetto che dichiara da subito le sue logiche di ricompensa, la distribuzione dei token e le partnership previste offre almeno qualche strumento in più per capire dove ci si sta infilando.

Questo non significa che diventerà per forza una delle migliori altcoin del mercato, ma aiuta a distinguere tra chi costruisce un ecosistema, per quanto scherzoso, e chi punta soltanto a cavalcare un nome famoso per un lampo di visibilità a breve termine.

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Franco Breccolotto
Franco Breccolotto

Franco Breccolotto è un esperto di finanza digitale, criptovalute e tecnologie blockchain, con oltre 7 anni di esperienza nel settore. Ha iniziato la sua carriera analizzando i mercati tradizionali, per poi specializzarsi in asset digitali, DeFi, NFT e piattaforme di... Leggi di più

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