Gli Stati Uniti hanno smascherato una vasta rete di lavoro forzato e frode informatica operante dalla Cambogia, sequestrando quasi 15 miliardi di dollari in Bitcoin, ora sotto custodia federale.
Questo caso senza precedenti solleva una nuova domanda: questi fondi potrebbero un giorno entrare a far parte della Riserva Strategica di Bitcoin di Washington?
JUST IN: 🇺🇸 US Government seizes $15 billion worth of Bitcoin from 'pig butchering' scam based in Cambodia.
— Watcher.Guru (@WatcherGuru) October 14, 2025
Gli Stati Uniti accusano Chen Zhi e il Prince Group
Martedì i pubblici ministeri statunitensi hanno reso note le accuse contro Chen Zhi, presidente del Prince Group cambogiano, accusato di gestire enormi complessi di truffe online (“pig-butchering”) basati su traffico di esseri umani e frodi globali.
Contemporaneamente, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha avviato la più grande azione di confisca della storia degli Stati Uniti, prendendo di mira circa 127.271 BTC collegati alla rete criminale.
L’operazione è stata condotta in collaborazione con le autorità del Regno Unito, e entrambi i Paesi hanno annunciato sanzioni parallele contro il Prince Group e le sue affiliate. Gli annunci ufficiali sono stati fatti il 14 ottobre a Brooklyn e a Washington D.C.
Come è diventato il Prince Group il fulcro del sequestro da 15 miliardi in Bitcoin?
Il Procuratore Generale Pamela Bondi ha definito il caso “uno dei colpi più significativi contro la tratta di esseri umani e le frodi finanziarie online”.
L’FBI ha descritto l’operazione come “una delle più grandi truffe finanziarie mai smantellate”.
Chen Zhi è tuttora latitante.
Le dimensioni del sequestro hanno acceso il dibattito su cosa gli Stati Uniti faranno con una quantità così enorme di Bitcoin.
In passato, il governo ha messo all’asta somme minori di criptovalute sequestrate in casi penali, ma questa volta l’importo è di portata storica. Alcuni osservatori ritengono che il caso possa testare il quadro normativo di una futura “riserva nazionale di Bitcoin”, un’idea che sta silenziosamente guadagnando terreno a Washington.
Secondo l’accusa, il Prince Group tratteneva lavoratori trafficati in complessi simili a prigioni, costringendoli a gestire truffe sentimentali e d’investimento su larga scala.
Il Dipartimento di Giustizia ha riferito che i fondi — circa 127.271 BTC — erano custoditi in wallet controllati tramite chiavi private in possesso dell’imputato.
Le autorità hanno definito il sequestro “la più grande richiesta di confisca nella storia del dipartimento”. I fondi resteranno in custodia governativa fino alla risoluzione del caso.
Nel frattempo, il Tesoro degli Stati Uniti ha designato il “Prince Group Transnational Criminal Organization” come organizzazione criminale transnazionale, sanzionando 146 individui ed entità collegate.
È stato inoltre applicato un ordine USA PATRIOT Act, che ha bloccato il gruppo cambogiano Huione dall’accesso al sistema finanziario statunitense.
Il Regno Unito ha seguito con misure simili, congelando immobili londinesi legati alla rete, tra cui una villa da 12 milioni di sterline, e sanzionando Chen e diverse società affiliate.
I 15 miliardi in BTC finiranno nella Riserva Bitcoin degli Stati Uniti?
L’ordine esecutivo di marzo 2025 firmato dal presidente Trump ha istituito la Strategic Bitcoin Reserve (SBR), stabilendo che le partecipazioni in Bitcoin del governo statunitense derivino esclusivamente da beni confiscati, e non da fondi dei contribuenti.
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato questa linea, precisando che il Tesoro non acquisterà Bitcoin, ma utilizzerà solo criptovalute ottenute tramite sequestri legali.
Prima di questa operazione, le agenzie federali detenevano già tra i 15 e i 20 miliardi di dollari in Bitcoin provenienti da precedenti casi giudiziari.
Se i tribunali approveranno la confisca e completeranno i risarcimenti alle vittime, le autorità potranno aggiungere i fondi sequestrati alla SBR, seguendo le norme esistenti.
La senatrice Cynthia Lummis, tra le principali sostenitrici della formalizzazione della riserva tramite legge, ha elogiato il lavoro del Dipartimento di Giustizia, invitando il Congresso a stabilire regole più chiare per la gestione degli asset digitali.
Lummis ha inoltre chiesto di proteggere i Bitcoin sequestrati, risarcire le vittime e conservare i fondi rimanenti come parte della strategia nazionale di riserva digitale a lungo termine.
Nel frattempo, il prezzo di Bitcoin è rimasto stabile intorno a 113.521 dollari, mentre il mercato crypto più ampio è rimasto debole a causa delle pressioni economiche globali di questa settimana.
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